“Green in Green”. Era questo il titolo più gettonato nel febbraio 2011, quando i Celtics resero ufficiale la trade che spediva a Oklahoma City Kendrick Perkins, una delle colonne dei Celtics del titolo e delle stagioni successive, in cambio proprio di Jeff Green, giovane ala di talento proveniente dai Thunder con grandi aspettative. Nell’immediato la trade però non dà i frutti sperati: l’assenza di Perk sotto le plance si fa sentire eccome (anche a causa degli infortuni cronici di Shaquille e Jermaine O’Neal), mentre il ragazzo uscito da Georgetown non riesce ad esprimersi ai suoi livelli, uscendo mestamente insieme a tutta la squadra al secondo turno dei playoff.
Malgrado le prestazioni non esaltanti viene esercitata la team option e Green rinnova per un altro anno: si tratta sempre di un giocatore di 25 anni che nelle stagioni ai Thunder ha mostrato un potenziale notevole, e i Celtics decidono giustamente di puntare forte su di lui. L’offseason è lunga e incerta, con lo spettro del lockout che aleggia sulla lega fino a minacciare il regolare svolgimento della stagione; quando la situazione si sblocca e inizia il training camp, ecco che, come un fulmine a ciel sereno, una notizia scuote l’ambiente biancoverde riportando alla memoria tristi fantasmi del passato: a Green viene diagnosticata una malformazione congenita all’aorta, che probabilmente ha messo a repentaglio la sua vita. Tornano subito in mente le immagini di Reggie Lewis, talento cristallino dei Celtics della fine dell’era Bird, stroncato da un infarto sul campo di allenamento di Waltham. Fortunatamente lo staff medico dei Celtics si è accorto in tempo della patologia di Jeff, che sarà comunque costretto ad un’operazione chirurgica a cuore aperto per risolvere il problema. La carriera è a rischio, ma il basket a questo punto passa decisamente in secondo piano davanti al pericolo a cui è scampato.
L’operazione è eseguita con successo, e Green inizia la riabilitazione affidandosi alle cure dello staff medico dei Celtics. Il percorso è lungo, il recupero non è facile, ma l’ambiente bostoniano non gli fa mai mancare il suo appoggio: i compagni lo fanno sentire uno di loro e le sue frequenti visite allo spogliatoio e addirittura la sua presenza in panchina (ovviamente in borghese) al Garden fanno ben sperare i tanti tifosi ansiosi di rivederlo presto in campo. Il ritorno alla carriera agonistica ora non sembra più un’utopia, e Jeff prosegue senza sosta la sua marcia con la carica di chi non si arrende.
I test fisici di questa estate danno tutti esito positivo. Le nuvole se ne vanno, il pericolo è passato: Jeff può tornare a fare ciò che ama, cioè giocare a pallacanestro. Dopo voci, smentite e misteriosi ritardi ecco infine la firma: Ainge e i Celtics puntano ancora su di lui, offrendogli un quadriennale da giocatore importante. Starà a lui dimostrare di valere le cifre della sua busta paga, dato che dal suo rendimento dipenderà una buona fetta delle aspettative dei Celtics per questa stagione: il suo probabile impiego da 4 titolare e anche da 3 per dare minuti a Paul Pierce sarà una delle chiavi più importanti dell’annata. Se tornerà a far vedere le cose di cui si era mostrato capace ai Thunder ci sarà davvero da divertirsi.
Lo aspettiamo in campo, finalmente guarito e pronto a mettere in mostra tutto il suo talento, spinto dall’amore di un ambiente unico. La maglia numero 8 è pronta, il nome che avrà scritto sul petto è passione e leggenda; e si intona col suo.
In fondo i Celtics sono questione di cuore… Vai Jeff!
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SE questo “esperimento” avesse successo potremmo trovarci già in casa l’erede di Pierce. Le sue attitudini lo rendono piu’ un 3 che un 4, a meno che non venga inserito in un quintetto basso. Va aspettato, perchè non avrà il ritmo gara subito fin dal 2 novembre, ma da Natale mi aspetto contributi significativi. Forza Jeff !|
Ciao Luigi! A mio parere Green sarà un’arma tattica molto importante proprio in virtù della sua versatilità: secondo me lo vedremo utilizzato da 4 tattico come titolare (ruolo che ricopriva principalmente a okc con durant da 3), mentre troverà minuti a partita in corso per dar fiato al capitano. Sono d’accordo con te sul fatto che bisognerà dargli tempo, un anno di assenza e per giunta dopo uno problema del genere non è cosa da poco. In ogni caso sono molto contento del suo rinnovo e fiducioso per una stagione in cui possa farci vedere tutte le sue grandi qualità.
ciao Filippo hai qualche notizia in piu sull’intervento subito da Jeff; sono la mamma di un ragazzo al quale dopo lo stesso intervento è stato proibito l’agonismo…..Ti ringrazio