Christmas in July! No, non stiamo parlando né di un film degli anni ’40 né di un’usanza abbastanza tipica dell’emisfero australe. Parliamo invece della storia di un giocatore di basket che dopo aver girato il mondo ha finalmente la chance di giocare in NBA che aveva sempre sognato; una storia degna di una trama di Hollywood che ha come protagonista Dionte Christmas, da poco messo sotto contratto dai Boston Celtics.
Dionte nasce a Philadelphia il 15 Settembre 1986 e fin da piccolo si distingue per il talento che esprime con la palla a spicchi; gli anni del liceo parlano di cifre e impatto da vera e propria stellina locale e il ragazzo si prepara per continuare la carriera al college, dove viene scelto dal prestigioso ateneo di Temple. Giunto in NCAA, dopo un primo anno di adattamento da freshman, Christmas esplode al secondo anno mettendo a referto cifre invidiabili per un ragazzo di vent’anni, toccando una media di 20 punti a partita. Resta a Temple per quattro anni mantenendo sempre cifre di tutto rispetto, e nell’estate 2009 arriva il grande momento: Dionte si sente pronto per fare il salto tra i “grandi” e decide di rendersi eleggibile per il draft NBA.
È qui che una storia fin qui tutta rose e fiori sembra incepparsi, e la promettente carriera di Dionte rischia di scivolare nel limbo del “vorrei ma non posso”: Christmas infatti non viene scelto al draft e fa solo qualche sporadica apparizione in summer league con le maglie dei Clippers e dei 76ers della sua città, che addirittura lo mettono sotto contratto ma solo per 3 settimane, nelle quali non calcherà mai il parquet. La sua carriera è a un bivio: aspettare, forse invano, qualche chiamata dai pro, oppure tentare la fortuna oltreoceano nel vecchio continente? Christmas vuol continuare a inseguire il suo sogno, vuole giocare a pallacanestro; e parte, alla volta di Israele dove gioca per un anno con la maglia dell’Hapoel Afula. Finita la stagione e tornato negli Stati Uniti, per Christmas è ancora tempo di illusioni: i Sacramento Kings infatti lo invitano alla summer league 2010 ma senza poi metterlo sotto contratto. Il ragazzo della Pennsylvania non si perde d’animo ed emigra ancora: approda prima in Turchia nel Mersin, poi in Repubblica Ceca nel Cez Nymburk. Finché, nella stagione 2011-2012, arriva in Grecia alla corte del Paok Salonicco, dove si ambienta alla grande snocciolando cifre da giocatore di livello che attirano su di lui l’attenzione di molti club europei, specialmente di Siena e Olympiacos.
Ma ecco che, inaspettata, arriva un’altra chiamata dagli States: i Boston Celtics gli offrono un posto in squadra per le partite della prima parte della summer league a Orlando. Christmas accetta: se non altro avrà la possibilità di giocare qualche minuto, magari guadagnando ancora più visibilità agli occhi delle pretendenti europee. Ma se all’anagrafe fai di cognome Natale (e chissà quante ne avrà sentite e sopportate fin da piccolo il buon Dionte…), puoi aspettarti di trovare una sorpresa dopo ogni angolo, ed è proprio questo che accade: Christmas entra a meraviglia nei meccanismi di squadra fin dalla prima partita, portando un contributo solido su entrambi i lati del campo e guadagnandosi la fiducia dello staff tecnico biancoverde. Mette a segno più di 12 punti di media e viene invitato anche alla seconda parte del torneo estivo, stavolta a Las Vegas, dove si conferma e anzi se possibile riesce a migliorarsi risultando il migliore dei suoi e mettendo a referto oltre 14 punti di media. I Celtics, convinti dal suo impatto e dalla sua maturità, decidono di offrirgli un contratto parzialmente garantito e di inserirlo nel roster per il training camp. Dionte accetta, rinunciando alle sirene europee che gli offrivano ingaggi da sogno e un ruolo da protagonista.
Troppo piccolo per fare la guardia, poco ball handling per fare il play; ma la forza di volontà e il saper cogliere l’attimo giusto sono più forti di mille giudizi. La storia da film può così essere scritta, con un lieto fine dei migliori all’orizzonte: Dionte Christmas, in barba al destino e ai pregiudizi, si giocherà un posto nel roster dei Boston Celtics, la Franchigia. Dando un calcio alle tradizioni: perché per lui, nonostante il cognome che porta, Natale quest’anno è arrivato in anticipo.
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Bella disamina sulla carriera e sulle speranze di D.Christmas, tu credi veramente abbia buone possibilità di convincere i C’s ad inserirlo nel roster definitivo a discapito K.Joseph e J.Smith dopo aver di fatto segnato la fine dell’avventura a Boston di E’Twan Moore?Io dopo averlo visto in azione alla Summer League!
Devo dire che in summer league mi hanno colpito la maturità di questo ragazzo e il suo apporto molto sostanzioso, da giocatore navigato. Chiaramente le indicazioni di un torneo estivo fatto essenzialmente per giovani e riserve vanno prese con beneficio di inventario, ma il suo atteggiamento e la sue qualità mi hanno ben impressionato. Per quanto riguarda Jamar Smith penso che a meno di sorpresa clamorose verrà tagliato dopo il training camp, gli è stata data una chance probabilmente per colmare almeno in pre-season il posto lasciato vuoto dall’infortunato Bradley. Joseph invece è stato positivo in summer league e anche lui sembra avere un discreto potenziale; credo che, se il roster resta questo e non ci sono ulteriori aggiunte a breve termine (vedi il gradito ritorno di Pietrus o le voci che parlano di un interessamento per Barnes) resterà a roster almeno fino alla deadline di febbraio, magari facendosi qualche viaggio nel Maine per giocare un D-League. La partenza di Moore un pò mi è dispiaciuta perché comunque il ragazzo faceva intravedere un discreto talento offensivo e anche una buona attitudine;purtroppo il fisico non lo aiuta, ma è notizia di poche ore fa la firma di un suo biennale coi Magic: vedremo se nel contesto in ricostruzione a Orlando riuscirà a trovare minuti e a mettersi in mostra. Riassumendo, prevedo un taglio di Jamar Smith e una riconferma per Joseph e Christmas (con pochissimi minuti a disposizione, almeno in partenza) salvo aggiunte al roster operate in corsa da Ainge.