Ci siamo: con il media-day di oggi inizia ufficialmente il cammino dei Boston Celtics targati 2012-2013. Si riparte da alcune certezze granitiche e da molte novità intriganti, grazie all’ennesima off-season capolavoro di Danny Ainge. Vediamo quali Celtics troveremo ai nastri di partenza di quella che si preannuncia come una stagione molto interessante.
L’incredibile corsa ai playoff dello scorso anno, terminata a un passo dalle Finals, aveva lasciato in dote una squadra ancora una volta capace di fermare il tempo e di rimandare il proprio tramonto: il nucleo dei Big 3, costruito con l’obiettivo di ottenere i massimi risultati in un ciclo triennale, è riuscito al suo quinto anno insieme ad imporsi come una delle squadre più coriacee della lega, con la solita proverbiale difesa e un gioco corale che pochi altri hanno saputo eguagliare. Tuttavia, dopo la sconfitta con gli Heat la situazione pareva essere quella di una squadra arrivata al punto di non ritorno di una ricostruzione pressoché totale: le voci di ritiro di Garnett e Pierce e il contratto in scadenza di Ray Allen lasciavano presagire un’estate all’insegna del rinnovamento, preludio di alcune stagioni di transizione.
Ma poco dopo la fine della stagione, la notizia del rinnovo di KG ha cambiato ogni prospettiva: il triennale inchiostrato dal Re Leone è il chiaro segnale della volontà della dirigenza di rimanere al top e di provare ad essere ancora una contender al titolo. L’addio di Allen, preventivato da Ainge che si era già cautelato in caso di partenza del numero 20, non cambia di una virgola il nuovo progetto dei Celtics, che puntano a rimanere al top della lega con un nuovo roster costruito attorno a Rajon Rondo, nuovo faro biancoverde. I nuovi acquisti e le riconferme sono infatti orientate in direzione di una squadra più giovane e atletica, che sappia assecondare i ritmi del numero 9 e correre in contropiede con lui, garantendo allo stesso tempo una notevole versatilità e intercambiabilità di ruoli.
Courtney Lee e Jason Terry sono due grandi aggiunte nel settore guardie, col primo chiamato probabilmente a partire in quintetto (in attesa del rientro dall’infortunio di Bradley, chiamato a riconfermarsi dopo l’esplosione dello scorso anno) grazie a caratteristiche tecniche e atletiche ideali per far da spalla a Rondo, mentre il secondo sarà l’arma letale dalla panchina, portando in dote quei punti che sono mancati alla second unit nelle stagioni passate; la classe cristallina, la mentalità vincente e la dedizione alla causa fanno del Jet un’aggiunta fondamentale. Poi troviamo Jeff Green, una riconferma che è quasi una novità. Dopo aver superato i problemi cardiaci Jeff è atteso alla stagione del rilancio, e il suo rendimento sarà una delle chiavi della stagione dei Celtics: il suo impiego da 4 tattico o da 3 per dare minuti a Pierce sarà fondamentale per determinare i destini del Trifoglio. Nel settore lunghi si registrano la riconferma di Brandon Bass, ottimo alla sua prima stagione a Boston e fresco di rinnovo triennale, il gradito ritorno di Wilcox, anche lui come Green reduce da uno stop per problemi cardiaci e le aggiunte di Jason Collins e Darko Milicic: Collins è un veterano che, se non sarà tormentato dagli infortuni, potrà dare qualche minuto di esperienza e solida difesa in mezzo all’area; di Milicic invece si è detto e scritto tanto, con facili ironie per la seconda scelta del 2002 che non ha quasi mai lasciato traccia nella sua avventura NBA. I centimetri però non si insegnano, e se lo staff tecnico riesce a lavorare sulla sua tenuta e mentale e il ragazzo si rende conto di essere forse alla sua ultima chiamata tra i pro, potremmo essere di fronte a una piacevole scommessa.
Infine i rookie: il draft ha regalato una ghiotta opportunità con la scelta numero 21, con la quale i Celtics hanno selezionato Jared Sullinger. Sullinger è un lungo proveniente da Ohio State, con la quale è arrivato alle Final Four dell’ultimo torneo universitario da protagonista assoluto. Le sue quotazioni sono calate a causa di problemi fisici, alla schiena in particolare, che però non hanno scoraggiato Ainge che ha puntato il suo gettone su di lui: il talento di Sullinger è indiscutibile, così come l’etica del lavoro, e se il fisico lo supporta potrebbe essere una clamorosa “steal of the draft”. Con la scelta successiva i Celtics si sono assicurati un altro lungo, stavolta da Syracuse: il centro brasiliano Fab Melo. Gran fisico unito a discrete doti da intimidatore ma ancora da educare cestisticamente. Melo è un progetto in divenire: occorrerà lavorare con pazienza, ma le basi sono buone e lasciano ben sperare per il futuro. Entrambi i giovani lunghi hanno un’opportunità importantissima, cioè quella di giocare nei Celtics e di poter imparare il mestiere da un certo Kevin Garnett, che negli ultimi anni ha fatto diventare giocatori NBA gente del calibro di Perkins e “Big Baby” Davis.
Al draft i Celtics avevano a disposizione anche la scelta numero 51, con la quale hanno selezionato Kris Joseph, ala piccola anch’egli proveniente da Syracuse. Joseph si giocherà un posto in squadra con Dionte Christmas e Jamar Smith, due tra i più positivi nell’ultima summer league, che si sono meritati una chiamata al training camp.
I Celtics sono pronti a ripartire da dove avevano lasciato: non da favoriti, ma pronti a sorprendere e a recitare comunque un ruolo da protagonisti. Ainge si è mosso da par suo durante l’estate, costruendo una squadra molto funzionale e versatile attorno a Rondo, ormai nuovo uomo-guida della franchigia a tutti gli effetti. Non dimentichiamo però i “grandi vecchi”, perché una stagione ad altissimo livello passa inevitabilmente dal rendimento di Paul Pierce e Kevin Garnett: il Capitano viene da dei playoff in cui è stato limitato da un fastidio al ginocchio, che però non gli ha impedito di essere decisivo in molte occasioni; KG invece ha giocato una postseason memorabile, portando a scuola tutta la lega e mettendo in mostra la condizione e la voglia di un ragazzino. Per entrambi sarà fondamentale un utilizzo limitato durante la regular season, reso possibile grazie ad una panchina lunga e profonda come non mai, così da non spremerli e farli arrivare pronti all’appuntamento coi playoff, dove The Truth sarà sempre la prima opzione offensiva nei momenti decisivi e Garnett sarà chiamato ad essere il solito formidabile regista difensivo e l’anima della squadra.
L’eccitazione sale, la voglia di basket è sempre più forte; i Celtics saranno lì in prima fila, come sempre, pronti a farci battere il cuore e a farci sognare.
Siete pronti? Let the season begin!
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Penso che mai come quest’anno sia stato fatto un lavoro accurato per allestire la squadra attorno a Rondo…i punti di domanda rimangono legati a come torneranno i lungo degenti Green Wilcox e soprattutto Bradley che già diversi rumors inseriscono in una possibile trade che coinvolgerà anche Bass nel tentativo di arrivare a Josh Smith amico fraterno di Rajon…cosa ne pensi di questa eventualità?
La trade che citi è indubbiamente uno scenario interessante:Josh Smith è un ottimo giocatore che a mio parere si sposerebbe alla grande col sistema dei Celtics di Rivers. Secondo me molto dipenderà dalla prima parte della stagione,nella quale Bradley sarà ai box per recuperare dagli infortuni: se il reparto guardie,numericamente ben fornito anche senza Avery, si dimostrerà competitivo e all’altezza della situazione (e penso soprattutto all’impatto di Lee e magari di qualcuno dei giovani,dando per scontato l’apporto del Jet),allora Ainge potrà guardare con particolare attenzione agli scenari da te disegnati.
Senza contare che Bradley nei suoi due anni di NBA si è rivelato molto suscettibile ad infortunarsi (operazione alla caviglia nell’anno da rookie e operazioni alle spalle nella passata stagione),non proprio un segno positivo per un ragazzo di 22 anni
Parliamoci chiaro con questa trade Boston sarebbe di diritto da considerare favorita al livello delle due ora un gradino sopra,pero mi dispiacerebbe per un giocatore,che sebbene fragile,ha dimostrato un abnegazione al sacrificio per il bene della squadra incredibile!!