Con la partita di ieri contro i Philadelphia 76ers i Boston Celtics hanno portato a termine il loro intenso precampionato, che li ha visti impegnati anche in due amichevoli in Europa, con un bilancio di 3 vittorie (contro Olimpia Milano, Brooklyn Nets e New York Knicks) e 5 sconfitte (con Fenerbahce, Knicks, Nets e due volte Philadelphia). Tuttavia, sebbene il bilancio possa apparire negativo in termini di vittorie e sconfitte, i Celtics possono guardare con ottimismo e rafforzata convinzione al campionato che inizierà il 30 Ottobre.
Le note positive non mancano in casa biancoverde, sotto molti punti di vista: i veterani appaiono tirati a lucido e pronti ad un’altra corsa al titolo, i volti nuovi sembrano già essersi integrati perfettamente nei meccanismi della squadra e i giovani rookie, chi più chi meno, hanno risposto mostrando buone cose in ogni partita.
In queste otto amichevoli Doc Rivers ha avuto modo di osservare i suoi ragazzi sul campo, provando diverse combinazioni di quintetti che saranno un po’ una costante nella stagione che sta per avere inizio: il roster a disposizione del coach è molto profondo e ricco di talento, e può offrire una varietà di soluzioni pressoché illimitate. Se inizialmente almeno il quintetto base sembrava quasi fatto, come dichiarato dallo stesso Rivers nelle conferenze stampa dei primi giorni di allenamento, le indicazioni ricevute dal campo lasciano invece pensare ad una corsa ancora aperta per due dei cinque posti titolari: presi come punti fermi i ruoli di Rondo, Pierce e Garnett, rimangono dei dubbi su chi ricoprirà i ruoli di guardia e di ala grande del quintetto base. Originariamente si era pensato rispettivamente a Courtney Lee e Brandon Bass, ma l’aggiunta al roster di Leandro Barbosa insieme al problema di chi giocherà play quando Rondo sarà in panchina da un lato, e le ottime prove del rookie Jared Sullinger dall’altro, hanno mischiato le carte in tavola.
L’aggiunta di Barbosa va a rinforzare ulteriormente un reparto che adesso può essere considerato come il più ricco della lega. Oltre al brasiliano e all’intoccabile Rondo troviamo infatti Courtney Lee, Jason Terry e l’attualmente infortunato Avery Bradley (che, notizia delle ultime ore, nel mese di Novembre potrà iniziare a partecipare alle prime partitelle). La grande abbondanza fa si che sia ancora in discussione il posto di guardia titolare accanto a Rondo, mentre le caratteristiche dei giocatori pongono un altro tipo di problema, ovvero chi si occuperà della regia della squadra quando il numero 9 sarà in panchina. Al momento sembrerebbe destinato a questo ruolo Jason Terry, che lo ha ricoperto nei suoi primi anni di Nba ad Atlanta, mentre Lee e Barbosa si giocheranno il posto da titolare col primo favorito se non altro perché già entrato nei meccanismi della squadra rispetto al nuovo arrivato. Al rientro di Bradley potrebbe essere proprio quest’ultimo ad avere il compito di portare palla per il secondo quintetto, mentre la presenza di tre giocatori nel ruolo di guardia potrebbe permettere al GM Danny Ainge di poter esplorare il mercato e sondare eventuali possibilità di trade per arrivare a qualche pezzo pregiato (Josh Smith resta il sogno proibito di ogni tifoso).
Jared Sullinger invece ha impressionato tutti per la rapidità con cui ha saputo adattarsi a giocare “con i grandi”: Sully è infatti un’ala grande “unndersize”, più piccolo della maggior parte dei giocatori che ricoprono il suo ruolo. Questo lo penalizza difensivamente, dove è evidente la sua fatica nel marcare avversari più alti e atletici, testimoniata dai problemi di falli avuti in qualche partita; ma offensivamente la sua tecnica, i suoi movimenti e la sua intelligenza cestistica lo rendono una freccia importantissima all’arco dei Celtics. Tutto ciò ha fatto si che nelle ultime uscite il ragazzo sia partito spesso in quintetto al posto di Brandon Bass, titolare designato all’inizio del training camp. Un suo utilizzo nel quintetto base anche in campionato potrebbe quindi non essere un’utopia, anche perché partire titolare gli permetterebbe di giocare la maggior parte dei suoi minuti insieme a Kevin Garnett: il Re Leone lo ha già preso sotto la sua ala e per Jared giocargli al fianco sarebbe sicuramente di grande aiuto per la sua crescita e per il suo apprendistato da giocatore Nba.
Ma la nota più lieta del precampionato dei Celtics viene da un ragazzo che è tornato a vivere, un giocatore che può essere considerato un nuovo acquisto a tutti gli effetti: Jeff Green, tornato da un anno di stop forzato per un problema cardiaco, ha mostrato tutto il suo potenziale nelle otto partite giocate. Non sembra più il giovane spaesato e impaurito che arrivò a Boston nell’inverno del 2011: Jeff è deciso, aggressivo, pronto ad essere uno dei giocatori-chiave per la stagione dei Celtics. Le ambizioni di gloria e di vittoria infatti passano necessariamente da una sua grande stagione, e Green sembra prontissimo a esplodere definitivamente non più come una promessa ma come una realtà della Nba. Il suo repertorio è vastissimo, dal tiro da fuori alle penetrazioni agili e potenti fino ad arrivare a un’ottima abilità a rimbalzo, e le sue prestazioni hanno fin qui impressionato tifosi e media, tanto da portare a paragoni illustri con un grande del passato come James Worthy. Green è partito un paio di volte in quintetto, ma il suo ruolo quasi sicuramente sarà quello di “titolare dalla panchina”, come dichiarato da coach Rivers: sia da ala piccola che da ala grande, Jeff sarà utilizzato moltissimo e sarà una delle chiavi della stagione dei Celtics. Intanto è bello aver ritrovato un bravo ragazzo e un giocatore forte, che ora è pronto a mostrare tutto il suo valore e a portare in alto la sua squadra.
Malgrado il record perdente in precampionato, i Celtics si affacciano quindi con rinnovate ambizioni e aspettative alla stagione che prenderà il via tra otto giorni, quando i biancoverdi faranno visita ai Miami Heat campioni in carica. La squadra è ricca di giocatori di talento, i veterani sono pronti come sempre, con il Doc a bordo campo a dirigere le operazioni. Per adesso è un po’ come osservare un’istantanea rapida, un quadro per ora solo abbozzato, dipinto con poche e veloci pennellate; un’impressione, come il sole nascente del grande Monet. Ma se le attese saranno rispettate, questi Celtics che tanto bene promettono saranno grandi. E magari il quadro di fine stagione lo dipingerà un altro grande artista: Salvador Dalì, in arte Rajon Rondo.
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Ed ora lanciamoci a testa bassa in questa meravigliosa avventura per una stagione da protagonisti in tutti i sensi….