E’ il 28 giugno del 2012 e al prudential center di Newark il commissioner David Stern chiama con il pick nr 20 per i denver nuggets Evan Fournier,giovane guardia francese talentuosa.
E dentro di me sale l’eccitazione mista a quel pizzico d’ansia tipica prima di ogni chiamata verde al draft. Ma stavolta c’è lui! C’è Jared Sullinger e quindi tutta l’ansia e l’eccitazione del draft diventano speranze che vengono soddisfatte nel momento in cui il tanto discusso commissioner pronuncia:”With the pick number 21 in the 2012 Nba draft the Boston Celtics select: Jared Sullinger from Ohio State”.
Ora si… Ora posso rilassarmi e chiudere la tv, cercare di addormentarmi felice, felicissimo perche uno dei prospetti piu interessanti è stato chiamato dal buon Danny!! Perche la nostra amatissima franchigia si è assicurata per il futuro non solo un ottimo giocatore ma un serissimo atleta pronto a impegnarsi a fondo per continuare a migliorare e affermarsi in nba.
La mia passione per sully è di vecchia data e ricordo tutte le partite viste in ncaa dei buckeyes negli ultimi due anni dove ogni volta rimanevo affascinato da questo lungo un po’ atipico che dominava e giocava da vero leader per la squadra pensando a quanto mi piacerebbe vederlo con la gloriosa canotta verde… ora il mio sogno è realta!!
Jared nasce a Columbus, stato dell’Ohio, il 4 marzo 1992 ed è il piu piccolo dei tre figli di James “Satch” Sullinger e sua moglie Barbara. Respira basket fin da subito, perche suo padre Sutch oltre a essere figlio di Harold Sullinger che aveva fatto parte di una di quelle squadre professionistiche nere che si esibivano nelle piazze del paese o nei capannoni agricoli, una sorta di professionista per quei tempi, è diventato uno stimatissimo coach liceale nello stato dell’Ohio.
Nato in questo contesto famigliare dove pure i suoi fratelli maggiori giocano gia a basket, tutti e due avranno carriere stabili in ncaa, è ovvio che anche jared cresca a pane e basket. Suo padre da buon coach liceale in puro stile americano crede fortissimamente nell’etica del lavoro ed ecco perciò che insegnò gia al suo bimbetto di 2 anni la ricezione in post basso facendolo girare intorno all’angolo del letto, e se il bimbo non “usciva” dal blocco fittizio usando prima il piede interno, erano dolori… papà sutch impronta nel figlioletto neanche adolescente l’importanza della serietà negli allenamenti e nella devozione alla fatica consapevole che solo tanto tantissimo duro lavoro potra portare ad essere atleti vincenti ad alti livelli. Papà nei lunghi e faticosi allenamenti gli insegnò anche il “drop step”, il movimento spalle a canestro che permette di aggirare l’avversario ruotando sul suo fianco dopo averlo tagliato fuori con una veloce mossa di piedi… ma sopratutto gli continuava a ripetere maniacalmente sempre lo stesso credo: “Rispetta il Gioco. Rispetta gli altri. Rispetta te stesso”
L’adolescente jared decide di iscriversi all’high school a Northland, dove si dimostra sin da subito un predestinato e uno dei migliori talenti dello stato dell’Ohio. Selezionato per giocare l’All-American Game nel 2010, Sullinger vince il premio di mvp della partita insieme ad Harrison Barnes. Il 10 marzo dello stesso anno vince anche il James A. Naismith Award, precedentemente vinto da nomi importanti del calibro di Lebron James, Dwight Howard, Kevin Love e Brandon Jennings. Molti college sono ovviamente interessati a lui, ma jared consigliato come giusto che sia dal buon padre sceglie di rimanere vicino casa, perche la famiglia viene prima di tutto, optando per i Buckeyes di Ohio State, allenati da coach Matta. Dove gia il fratello james aveva giocato.
Il debutto è subito con il botto e Jared impressiona gli addetti ai lavori grazie ad una partita da 19 punti e 14 rimbalzi.
Le medie di Sullinger nell’anno da rookie sono incredibili: 17.2 punti e 10.2 rimbalzi nei 31.7 minuti giocati per partita. dell’esperienza a ohio state c’ è un bellissimo anedotto da raccontare accaduto anni prima quando jared era ancora un bambino.
Un giocatore dei “Buckeyes” si avvicina a Thad Matta e gli dice: “Coach, non voglio dirti come fare il tuo lavoro, ma dovresti offrire una borsa di studio a mio fratello”. L’ex buckeyes che si è rivolto al leggendario coach è “J.J.” Sullinger, guardia di discreto livello che nei tre anni a Ohio State aveva tenuto medie di circa 10 punti e 5 rimbalzi a partita. Matta gli chiede se il fratello a cui si riferisce sia Julian, l’ala di vent’anni che è al secondo anno a Kent State, ma il ragazzo scuote il capo sorridendo e risponde di no. Sta parlando di jared il piu piccolino dei tre fratelli!!!
Il coach è visibilmente perplesso e crede in uno scherzo e che lo stia prendendo in giro ma poi quando si rende conto che sta dicendo sul serio gli chiede:“Chi? Il tuo fratellino grassottello”?
Ebbene si proprio quel ragazzino piccoletto e grassottello di quella famiglia di Columbus, Ohio, dove il basket era sempre stata una sorta di religione che per bocca del padre, era da tempo destinato a diventare il migliore di tutti i Sullinger a distanza di pochi anni diventerà il migliore prospetto a ohio state!!!
Il resto è storia piu recente ”ringraziando” il lockout del 2011 jared decide di non rendersi elegibile al draft che vide kirye irving prima scelta assoluta e lo prospettava tra le prime 3 massimo 5 scelte dopo lo strabiliante anno da rookie all’universita, scegliendo di restare un’altro anno con coach matta a lavorare e migliorare la sua tecnica.
L’ anno successivo le cose si complicano per il nostro sully perche le difese si sono adattate e anche grazie alla dipartita di temibili tiratori ora si possono chiudere molto di piu in post basso attorno al numero 0 dei buckeyes che comunque riesce a dare il suo gran contributo guidando i suoi alla conquista della big ten e fino alle final four del torneo ncaa ma non basta perche Draymond Green gli “soffia” il premio di MVP della big ten il fenomenale Anthony Davis quello di miglior “lungo” per il draft 2012 e Thomas Robinson di Kansas è il miglior giocatore della semifinale NCAA in cui i Jayhawks eliminano i suoi Buckeyes.
Quindi, per via dell’immensa quantita di talento puro presente al draft 2012, per via del fatto che in semifinale alla final four t-Rob sembra aver vinto il confronto diretto con sully e, sopratutto, per via del fatto che gli viene diagnosticato dai medici pre daft un possibile fantomatico problema grave alla schiena che dovrebbe condizionare il suo futuro rendimento, le sue possibilita di chiamata ai primi posti scendono vertiginosamente e la possibilita che noi potremmo chiamare questo talento immenso iniziano a diventare sempre piu significative.
Ecco che ritorniamo all’inizio… a quella sera a Newark nel prudential center dove David Stern pronuncia il suo nome e lui sicuramente avrà pensato ”Yes!! Thanks God… Now I am a Celtic”
Chiudo citando le sue parole nella prima intervista dopo il draft: “E’ stata sempre la stessa solfa. Quando ero un bambino, tutti dicevano che ero troppo grosso. Al liceo dicevano che ero troppo lento. All’università che non sarei stato capace di adattarmi.
E’ sempre stato così, ed ora sono pronto a cominciare questa esperienza a Boston”
@toricozza su tw
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Benvenuto ufficialmente nella famiglia Celtic Nation!!!!
Grazie!!!! Tutto merito tuo….
Benvenuto a bordo!