Altra durissima sconfitta sulla costa Ovest per i Celtics, che perdono 101-83 in casa dei Golden State Warriors. Notte da incubo al tiro per i biancoverdi, che privi del loro uomo squadra Rondo (fermato nel prepartita da un fastidio a un gluteo accusato nella partita contro i Clippers) chiudono con pessime percentuali e vengono messi sotto dall’attacco dei padroni di casa.
La partenza è quella che tutti si immaginano: i Celtics senza il loro play titolare cercano di far girare la palla coinvolgendo tutti in attacco, riuscendoci però solo nei primissimi possessi; i padroni di casa invece sfoderano subito il basket fresco e veloce che li contraddistingue, e con belle giocate del rookie Barnes e di David Lee (rispettivamente 7 e 8 punti a testa nella prima metà del primo periodo) con la supervisione di Stephen Curry portano immediatamente gli Warriors sul +10. Entrano i primi elementi della panchina biancoverde, con un Bass attivo e propositivo nella metà campo offensiva che realizza subito 2 liberi e serve un buon assist a Sullinger che lo converte in due punti. Il rookie da Ohio State si dimostra in palla anche in difesa, dove nel possesso successivo si guadagna un fallo di sfondamento che rappresenta il secondo personale di David Lee, costretto a sedersi in panchina. Intanto Pierce appare in grave difficoltà, patendo le ottime difese individuali dei giovani Warriors (Barnes e Ezeli, nella fattispecie), mentre proprio il suo pari ruolo avversario Barnes dimostra tutta la sua personalità mettendo a segno un’altra tripla per il decimo punto della sua partita. I Celtics però trovano ancora una spinta fondamentale dal duo Bass-Sullinger, con quest’ultimo che mette a segno due canestri in fila; Courtney Lee segna un piazzato uscendo a ricciolo da un blocco e i Celtics si riportano a contatto, sotto di sole 3 lunghezze. Un canestro del Jet dopo 5 punti in fila degli Warriors chiude il primo quarto sul punteggio di 29-23 in favore dei padroni di casa.
Jenkins apre il secondo periodo con un viaggio in lunetta che scrive due punti per Golden State. Gli attacchi sembrano fermarsi per qualche possesso, con entrambe le squadre incapaci di costruire possessi efficaci; Pierce sembra non essere ancora sceso in campo, con una tripla che centra in pieno il tabellone e un’altra che arriva a malapena sul primo ferro. Dall’altra parte Curry inizia a carburare, con due canestri in fila intervallati da un jumper miracoloso di Garnett allo scadere dei 24 secondi dell’azione. Si registra il primo tentativo di fuga dei padroni di casa: l’attacco di Boston è farraginoso e veramente brutto da vedere, mentre sul lato difensivo del campo gli Warriors puniscono la fragile retroguardia biancoverde con due punti in area del rientrante David Lee e una mortifera tripla del sophomore Klay Thompson, portandosi così in vantaggio di 15 lunghezze. Pierce riesce finalmente a liberarsi per una conclusione pulita dalla linea del tiro libero grazie a una delle sue proverbiali “pump fake”, ma ancora una volta il suo tiro si spegne molle sul primo ferro: il Capitano sembra proprio non avere le gambe stasera. Dopo un dubbio fallo fischiato a Sullinger in difesa Jack segna i suoi primi due punti, che seguiti da un canestro del solito Lee danno a Golden State un vantaggio di 19 punti. Courtney Lee prova a rispondere con una tripla dall’angolo, ma Steph Curry piazza una tripla irriverente in faccia a Pierce dal palleggio ristabilendo le distanze. Si fa notare ancora Sullinger, unica nota positiva per i Celtics finora (insieme proprio alla prova di Courtney Lee), con una rara schiacciata dopo rimbalzo offensivo e annesso fallo subito (fallirà però il libero supplementare) e con un’ottima giocata in post di tecnica e di voglia che porta a 10 punti il suo bottino personale. Thompson però è chirurgico da oltre l’arco, e David Lee non sbaglia un colpo. Green e (finalmente, verrebbe da dire) Pierce si iscrivono alla partita, anche se il Capitano commette pochi secondi dopo il suo terzo fallo.; Lee continua a punire la difesa di Boston con i suoi piazzati mancini, mentre Barnes realizza un’altra conclusione da tre punti. Un libero di Jeff Green nel finale fissa il punteggio sul 57-40 per Golden State, con le squadre che vanno così all’intervallo: la sensazione è che sarà una lunga nottata per i Celtics, e che molti giocatori sembrino già pensare al prossimo impegno dato il gap pesantissimo accumulato nella prima metà di gara. Le sole note liete, come detto, provengono da Courtney Lee, finalmente aggressivo e efficace nel prendersi le sue conclusioni, e soprattutto da Sullinger, che con un’altra prova tutta sostanza chiude il primo tempo con 10 punti e 4 rimbalzi all’attivo. Per i padroni di casa sono invece solo rose e fiori: David Lee chiude il primo tempo a quota 16 punti, Barnes segue a ruota con 13 e anche Thompson è in doppia cifra a quota 10; per Curry 7 punti ma già 8 assist.
Terzo quarto che si apre con un tentativo iniziale di rimettersi in partita da parte dei Celtics: KG e Lee segnano due canestri veloci e puliti nei primi secondi delle rispettive azioni, provando a riportare sotto i biancoverdi. Golden State però non si distrae e ristabilisce immediatamente le distanze grazie a due canestri di un super Steph Curry (con una tripla dal palleggio da 9 metri, segnata con la facilità di un layup). Il Jet prova a farsi sentire con quattro punti in fila, ma Barnes e ancora Curry rispondono con la stessa moneta. Intanto Pierce sembra improvvisamente accendersi: un canestro da due e una tripla immediatamente successiva sembrano finalmente mettere in ritmo il Capitano. Tuttavia i Celtics continuano ad affidarsi a soluzioni perimetrali, e non essendo in serata la conclusioni faticano a trovare i fondo della retina. Dall’altra parte invece non sembrano esserci di questi problemi: i giovani Warriors trasformano in oro ogni pallone toccato, guidati da un magistrale Curry che segna e coinvolge i compagni a piacimento; i padroni di casa sono una squadra vera, che corre su entrambi i lati del campo e mette sul terreno tutta l’energia e l’entusiasmo della loro giovinezza, come testimonia l’elevatissimo numero di stoppate riuscite (ben 9 fin qui). Boston però sembra adesso ritrovare quantomeno la voglia di lottare e di rimanere in partita: Lee, Bass e Jeff Green mettono a segno un mini-parziale di 6-0, interrotto dall’ennesima tripla di Curry. Ma ancora Lee va a segnare 4 punti in fila, prima che negli ultimi secondi di gioco accada l’imponderabile: Golden State gestisce male il potenziale ultimo possesso del quarto, con il fino a qui impeccabile Curry che si fa rubare palla da Pierce, che serve Bass per una schiacciata in contropiede accompagnata da un fallo subito. Il numero 30 biancoverde fallisce la conclusione della linea della carità, ma Sullinger raccoglie il rimbalzo e con un semi-gancio allo scadere chiude un parziale di 14-3 in favore di Boston che riporta i Celtics in cifra singola di svantaggio, sul punteggio di 76-67 in favore degli Warriors. L’inerzia è ovviamente ancora a favore dei californiani, ma va sottolineato l’impegno profuso dai ragazzi di Rivers per tentare di riaprire una partita che sembrava ampiamente chiusa a doppia mandata.
Inizia il quarto periodo, e i padroni di casa sembrano voler mettere in chiaro che non hanno nessuna intenzione di subire una rimonta analoga a quella patita nella sconfitta all’overtime contro i Lakers: Jenkins apre le danze con due punti, seguito però da una tripla di Pierce che accende i numerosi tifosi biancoverdi presenti sugli spalti della Oracle Arena. Jarrett Jack però ha altre opinioni, e lo dimostra con 5 punti consecutivi che riportano sul +13 i suoi. Terry risponde con la prima tripla della sua partita, ma gli Warriors sembrano aver ritrovato il tocco magico dei primi due quarti e riprendono il controllo della situazione: ancora la coppia Jenkins-Jack con due punti a testa, seguita dal duo letale David Lee-Curry, scavano l’ennesimo solco del match con un parziale di 9-1 che riporta la franchigia di Oakland sul comodo vantaggio di 18 lunghezze. Dopo due punti del Jet, Boston esce dal timeout con in campo il rookie Kris Joseph e l’ultimo arrivato Jarvis Varnado: è il segnale che Rivers ha alzato bandiera bianca, provando se non altro a risparmiare i suoi in vista della partita di domani a Sacramento, nella speranza di ottenere almeno una vittoria in questo viaggio all’Ovest. Si chiude con la vittoria che arride ai padroni di casa, con l’emblematico punteggio di 101-83 per i californiani. Boston chiude col 36% dal campo, con un Pierce da 4-20 al tiro e un Garnett coinvolto pochissimo in attacco (solo 6 tiri per il Re Leone). Courtney Lee è il top scorer dei Celtics con 18 punti, mentre dalla panchina Sullinger si fa notare con 12 punti e e 8 rimbalzi (sempre dal pino, doppia cifra anche per Bass con 10 punti). Tra i padroni di casa incanta Steph Curry, 22 punti (8-13 al tiro) e 9 assist, e la sensazione di una crescita e una maturazione cestistica e umana (sicuramente stimolata dalla nascita della figlia l’estate scorsa) che lo portano ad una candidatura al prossimo All-Star Game. Molto bene anche David Lee, autore di 20 punti, e i giovani Barnes (15 punti, 8 rimbalzi) e Thompson (13 punti, 6 rimbalzi); 14 punti per Jack dalla panchina.
Altra batosta di proporzioni bibliche rimediata dai Celtics nel viaggio in California. Non basta il tentativo di rimonta al tramonto del terzo quarto per salvare la faccia, perché anche stasera si è assistito a una vera e propria mattanza, con i biancoverdi in balìa degli avversari che hanno abusato a piacimento delle loro debolezze: L’assenza di Rajon Rondo ha indubbiamente avuto il suo peso, ma non serve a giustificare l’ennesima prestazione stagionale ampiamente deficitaria degli uomini di Rivers. Si salvano solo un discreto Courtney Lee, che finalmente lascia intravedere sprazzi di quello che potrebbe dare a questa squadra, e il solito encomiabile Sullinger, che mette sempre sul campo tutto l’impegno e la voglia possibili. Per il resto, urge trovare contromisure in tempi possibilmente bravi: inutile dire che una vittoria domani in quel di Sacramento è quantomeno obbligatoria (anche se non scontata visto il trend stagionale), ma al ritorno a Boston ci sarà da riflettere e da provare in qualche modo a correggere la rotta.
| Boston Celtics | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Kevin Garnett, PF | 23 | 3-6 | 0-0 | 0-0 | 0 | 3 | 3 | 4 | 2 | 0 | 2 | 1 | -25 | 6 | |||
| Paul Pierce, SF | 33 | 4-20 | 2-9 | 3-3 | 1 | 3 | 4 | 3 | 1 | 0 | 2 | 4 | -27 | 13 | |||
| Jason Collins, C | 9 | 0-0 | 0-0 | 2-2 | 0 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 1 | 1 | -7 | 2 | |||
| Jason Terry, SG | 40 | 6-19 | 1-7 | 0-0 | 0 | 2 | 2 | 3 | 2 | 0 | 3 | 2 | -18 | 13 | |||
| Courtney Lee, SG | 40 | 6-13 | 2-3 | 4-4 | 0 | 5 | 5 | 0 | 1 | 0 | 0 | 2 | -11 | 18 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Jarvis Varnado, PF | 5 | 0-0 | 0-0 | 1-2 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | -2 | 1 | |||
| Jared Sullinger, PF | 25 | 6-8 | 0-0 | 0-1 | 5 | 3 | 8 | 1 | 1 | 0 | 1 | 2 | 0 | 12 | |||
| Brandon Bass, PF | 26 | 3-6 | 0-0 | 4-5 | 3 | 3 | 6 | 3 | 1 | 1 | 2 | 2 | -9 | 10 | |||
| Jeff Green, PF | 34 | 2-11 | 0-2 | 2-4 | 4 | 5 | 9 | 2 | 2 | 2 | 2 | 1 | +5 | 6 | |||
| Kris Joseph, SF | 5 | 1-3 | 0-1 | 0-0 | 0 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 2 | |||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 31-86 | 5-22 | 16-21 | 13 | 26 | 39 | 17 | 10 | 3 | 13 | 15 | 83 | ||||||
| 36.0% | 22.7% | 76.2% | |||||||||||||||
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Fast break points: 10
Points in the paint: 30 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 13 (21) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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|||||||||||||||||
| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| David Lee, PF | 32 | 10-15 | 0-0 | 0-0 | 0 | 5 | 5 | 4 | 1 | 0 | 3 | 2 | +18 | 20 | |||
| Harrison Barnes, SF | 26 | 5-6 | 3-4 | 2-2 | 0 | 8 | 8 | 0 | 0 | 0 | 2 | 0 | +14 | 15 | |||
| Festus Ezeli, C | 21 | 0-3 | 0-0 | 2-2 | 1 | 2 | 3 | 1 | 1 | 5 | 3 | 2 | +7 | 2 | |||
| Stephen Curry, PG | 35 | 8-13 | 4-5 | 2-2 | 1 | 3 | 4 | 9 | 3 | 2 | 5 | 3 | +19 | 22 | |||
| Klay Thompson, SG | 26 | 4-9 | 3-6 | 2-2 | 0 | 6 | 6 | 1 | 1 | 2 | 0 | 3 | +4 | 13 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Jeremy Tyler, PF | 3 | 0-1 | 0-0 | 0-0 | 1 | 1 | 2 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | -3 | 0 | |||
| Carl Landry, PF | 23 | 1-4 | 0-0 | 1-2 | 1 | 6 | 7 | 1 | 0 | 0 | 3 | 3 | +9 | 3 | |||
| Andris Biedrins, PF | 14 | 0-0 | 0-0 | 0-2 | 0 | 5 | 5 | 0 | 1 | 1 | 0 | 3 | +9 | 0 | |||
| Draymond Green, SF | 12 | 1-2 | 0-0 | 4-4 | 0 | 2 | 2 | 0 | 0 | 0 | 1 | 4 | +7 | 6 | |||
| Richard Jefferson, SF | 3 | 0-1 | 0-0 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | -3 | 0 | |||
| Charles Jenkins, PG | 10 | 2-4 | 0-0 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | +2 | 4 | |||
| Jarrett Jack, PG | 33 | 6-14 | 2-4 | 0-0 | 1 | 3 | 4 | 4 | 0 | 0 | 1 | 1 | +14 | 14 | |||
| Kent Bazemore, SG | 3 | 1-1 | 0-0 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | -3 | 2 | |||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 38-73 | 12-19 | 13-16 | 5 | 41 | 46 | 21 | 8 | 10 | 18 | 22 | 101 | ||||||
| 52.1% | 63.2% | 81.3% | |||||||||||||||
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Fast break points: 12
Points in the paint: 24 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 19 (22) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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Flagrant Fouls: None
Technical Fouls: PLAYERS: None – TEAMS (def3sec): None – COACHES: None
Attendance: 19,596
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Boston, and all points beyond
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