Altra sconfitta (la quarta di fila) per i Celtics, battuti in trasferta dai Cleveland Cavaliers trascinati da una prestazione maiuscola di un grande Kyrie Irving. I biancoverdi tornano ad avere un record al di sotto del 50% (20 vinte e 21 perse) pur mantenendo l’ottavo posto nella Eastern Conference.
Dopo la batosta patita a Detroit i Celtics arrivano in Ohio in cerca di riscatto e di quella quadratura che sembravano aver trovato non più tardi di una decina di giorni fa e che adesso sembra ritornata ad essere una chimera. Ad attenderli i Cleveland Cavaliers, orfani di Varejao e soprattutto “forti” di un non invidiabile record di 4 vittorie e 12 sconfitte tra le mura amiche. L’impegno sulla carta dovrebbe essere alla portata, anche se fin dalle prime battute si capisce che non sarà serata di passeggiate: Pierce e Garnett aprono la gara segnando i primi 9 punti per Boston, ma i padroni di casa mostrano di essere subito in partita, decisi ad approfittare del pessimo momento della franchigia del Trifoglio; Irving è da subito grande protagonista, coadiuvato dal rookie Waiters (che parte in quintetto al posto dell’indisponibile CJ Miles) e da un Tristan Thompson molto attivo. I Cavs si portano rapidamente in vantaggio, sul punteggio di 14-9 (già 9 i punti di Irving, preludio a una grande serata del play classe ’92); Rondo, stimolato dalla partenza lanciata del diretto avversario, prova a prendere in mano l’attacco dei suoi con 4 punti in fila segnati con un floater al centro dell’area e una penetrazione con esitazione. Irving però è inarrestabile, e riesce a segnare con una varietà di soluzioni da vero fuoriclasse, costringendo coach Rivers a chiamare il primo time-out della gara. Boston ne esce bene con 4 punti in fila che riportano a contatto i biancoverdi, ma Irving continua a seminare il panico segnando e facendo segnare i compagni (ottimo assist a Walton), oltre a procurare il secondo fallo di Bradley. Intanto si assiste ai primi cambi dell’incontro, con Sullinger che si fa apprezzare fin da subito dopo aver superato la comprensibile emozione di giocare di fronte al pubblico dello stato in cui è nato e cresciuto, che ne ha visto la maturazione umana e cestistica: Jared prima stoppa Zeller, poi difende bene su Irving che però riesce comunque a trovare la via del canestro e infine va a scrivere i suoi primi due punti lottando sotto il canestro avversario. I Celtics sono sotto di un punto, ma un libero di Walton, una violazione dei 24 secondi e l’ennesimo canestro di Irving (19 punti per lui nel solo primo quarto) fissano il punteggio sul 31-27 in favore dei padroni di casa, quando si va al primo intervallo della partita. Ottimi attacchi per entrambe le squadre ma difese sicuramente rivedibili: quella dei Celtics concede agli avversari addirittura il 59% al tiro.
Garnett apre il secondo quarto con un jumper dalla media; i Cavs rispondono con una bella azione che manda a segno Thompson. Sullinger ancora protagonista: segna due liberi, poi conquista un rimbalzo in attacco e va a segnare altri due punti, prima che un canestro di Terry porti i Celtics avanti nel punteggio (35-33). Boston, con Rondo in panchina, adesso prova a sfruttare le transizioni e a correre il campo grazie anche a una serie di buone difese, battute solo da un canestro di Thompson. Sullinger scuote ancora la retina con un piazzato dalla lunga distanza; Walton replica dall’altra parte del campo, ma adesso l’inerzia sembra pendere a favore degli ospiti, con Terry che appoggia due punti in penetrazione, KG che stoppa Casspi e ancora Sullinger che stavolta attacca il canestro partendo dalla punta e segna due punti mancini. Un bel movimento di Thompson, che conclude a sua volta con la mano debole, aggiunge altri due punti ai padroni di casa; il sophomore sta giocando un’ottima gara, e si fa notare anche nei possessi successivi come il più positivo dei suoi, prima del rientro in campo del fino a qui mattatore Irving. Bass si fa sfuggire di mano il pallone per un comodo alley-hoop, mentre Sullinger difende molto bene ma commette il suo terzo fallo che lo costringe a sedersi in panchina. Intanto Rondo, dopo essere tornato in campo in punta di piedi, prova di nuovo ad alzare il volume andando a canestro grazie alla sua proverbiale finta dietro la schiena; i Cavs vanno ancora a segno con Thompson ben servito di Irving, ma i Celtics si rimettono avanti con un piazzato di Bass e una entrata di forza di Garnett. Dopo due liberi di Irving (causati dal terzo fallo di Bradley) Pierce si fa stoppare da Zeller, e sul ribaltamento di fronte Waiters rimette avanti i suoi. Lee va a segnare il suo primo canestro con una tripla dall’angolo, ma due liberi di Zeller proprio allo scadere consentono ai padroni di casa di andare in vantaggio all’intervallo lungo, col punteggio di 54-53. Malgrado qualche difficoltà e una prestazione non brillantissima (soprattutto dal punto di vista difensivo) i Celtics sono in partita e sembrano in grado di portare a casa una vittoria che sarebbe molto importante. Buona prova finora di Rondo, autore di 13 punti e 5 assist, mentre Sullinger fa registrare l’ennesima partita di qualità e sostanza, con un primo tempo da 10 punti e 8 rimbalzi. 10 punti anche per Garnett, mentre Pierce dopo un discreto inizio sembra essersi inceppato come nelle ultime uscite. Per i padroni di casa 23 punti di un sontuoso Irving e un’ottima prova di Thompson con 16 punti.
Terzo quarto che si apre con una fase di stallo: le squadre rimangono per due minuti e mezzo senza segnare, prima che Bass metta a segno un piazzato su assist di Rondo. I Celtics adesso sembrano aver trovato un buon assetto difensivo, e dopo qualche incertezza (e una terrificante schiacciata di Gee dalla linea di fondo) riescono a metter in moto anche l’attacco per convertire l’ottimo lavoro della retroguardia: Bradley stoppa un avversario lanciato in contropiede (anche se il replay evidenzierà un netto fallo del numero 0 biancoverde), permettendo a Garnett di andare a subire fallo e guadagnare due liberi (con Boston già in bonus); lo stesso Bradley con due triple in fotocopia dall’angolo scava il primo parziale significativo per i Celtics (64-58 per i biancoverdi). I Cavs reagiscono con un gioco da tre punti di Thompson, ma Jeff Green ristabilisce le distanze con una tripla; Zeller si muove bene nel pitturato e trova la via del canestro, Bradley fa uno su due ai liberi e, dopo un’infrazione di passi di Gibson, Bass mette un altro piazzato dalla media, stavolta servito da Green, per il +7 (massimo vantaggio della gara per i Celtics). I padroni di casa però non si abbattono, e aiutati da qualche passaggio a vuoto dell’attacco dei Celtics (soprattutto di Pierce che si mostra davvero in difficoltà) rientrano in partita grazie a Gee e al solito Thompson. Tuttavia i Celtics riescono subito a rimettere la testa avanti, ancora con una tripla alla scadere di Lee dall’angolo. Il terzo quarto si chiude quindi con Boston in vantaggio 73-70, e i Celtics vedono alla portata la vittoria.
Casspi apre il quarto periodo mettendo a segno due punti; i Celtics dal canto loro aprono malissimo il quarto conclusivo con attacchi rivedibili e con una difesa distratta, soprattutto sul perimetro, che concede molte occasioni fortunatamente non sfruttate dagli avversari. Pierce finalmente ritrova un barlume di decisione, dopo essersi finora mostrato fuori dalla partita e a tratti addirittura riluttante ad andare alla conclusione, e segna due punti in appoggio. Cleveland perde palla con un’infrazione di passi di Casspi, ma Pierce si fa stoppare con grande facilita permettendo a Waiters di segnare dall’altra parte del campo. Fasi di gioco davvero brutte, con Garnett che va a commettere fallo in attacco e i Cavs che riperdono il pallone con un’altra infrazione di passi (stavolta di Zeller). Irving allora decide di riprendere in mano la situazione, e con due punti regala il nuovo vantaggio ai suoi sul punteggio di 76-75. Pierce sembra allora scuotersi dal torpore che lo accompagna da quasi quattro partite, e con due giocate in attacco prova a riportare l’inerzia del match dalla parte dei suoi: prima serve un bellissimo assist a Rondo che segna proprio sotto il canestro avversario, poi si butta in area quasi fuori controllo, rischiando moltissimo ma portando a casa il fischio e due tiri liberi (entrambi a bersaglio). Livingston accorcia per i padroni di casa dopo un’infrazione di campo dei C’s, ma Boston è caparbia e, dopo aver conquistato due rimbalzi offensivi consecutivi, si riporta sul +3 grazie ad un buon assist di Bradley per Sullinger. È il momento decisivo della partita, con le due squadre che però fino ad ora sembrano fare a gara a chi ha mano voglia di portare a casa la vittoria; Irving allora fiuta l’aria e decide che è arrivato il momento di ricominciare il suo show: segna due punti in fade-away dalla linea di fondo e propizia la palla rubata che manda Zeller a concludere da solo per il nuovo vantaggio dei Cavs (82-81). Rondo però non ci sta, e dopo un lungo passaggio a vuoto offensivo piazza da campione il jumper del contro-sorpasso. Poi è Pierce che ruba palla, batte Irving ma sbaglia la conclusione; il play avversario si lancia in contropiede, ma Rondo con una spettacolare giocata difensiva si frappone tra lui e il canestro, guadagnando un fallo di sfondamento. Il numero 9 biancoverde è scatenato, e prova ora a indossare i panni dell’assistman: il suo è un ottimo passaggio per Sullinger, che però viene stoppato; KG riprende il pallone ma la sua conclusione è fuori bersaglio. Irving sbaglia un rigore in solitudine oltre la linea dei tre punti, ma subito dopo scippa il pallone a Rondo a va a segnare per riportare avanti Cleveland sul 84-83. Si segna pochissimo e gli attacchi adesso sono pressoché inesistenti: Boston esegue malissimo e il passaggio nella terra di nessuno sta per finire fuori dal campo proprio sotto il canestro dei Celtics; Rondo in un eccesso di generosità, con la mente annebbiata dalla fatica e dalle difficoltà della partita, corre per salvarla ma così facendo la consegna nelle mani di Irving, che indisturbato deposita a canestro il layup del +3. I Celtics provano disperatamente a restare aggrappati alla partita grazie al mestiere di Garnett, che si guadagna due viaggi in lunetta di fila (il secondo dei quali per gentile concessione degli arbitri con un fischio sbagliato), intervallati da due punti di Gee. Il punteggio è ora di 88-87 per i padroni di casa, che hanno il pallone in mano: Garnett stoppa Thompson e i Celtics hanno la palla per pareggiare, ma KG sbaglia e Irving in semi-transizione batte ancora una volta la difesa con un appoggio di rara bellezza e difficoltà. Boston ha ancora una tenue speranza, con Rondo che prova a buttarsi in mezzo all’area ma sbaglia un layup non impossibile; Irving decide che è il momento di chiudere la pratica e va dritto verso il canestro dei Celtics, segnando due punti e subendo il fallo. Pierce con un air-ball da tre chiude la sua serata da incubo e Irving può andare a segnare i liberi che gli valgono il quarantesimo punto della sua fantastica partita; una tripla di Lee dall’angolo chiude i giochi. I Cavaliers si impongono 95-90, grazie a un superbo Irving e ai 21 punti di Thompson. Per i Celtics il più positivo è sicuramente un Sullinger da 12 punti e 10 rimbalzi; Rondo sfiora la tripla doppia con 17 punti, 13 rimbalzi e 8 assist, ma è impreciso al tiro e segna solo 4 punti nella ripresa, Garnett ci prova fino in fondo con 16 punti, 5 rimbalzi e 5 stoppate, ma è impreciso nel finale quando fallisce i tiri decisivi; Pierce sprofonda ancora di più nel baratro delle ultime partite, con un 3 su 15 al tiro per 12 punti (non bastano 7 rimbalzi e 7 assist a rivalutare una prova a dir poco mediocre).
Arriva un’altra sconfitta per i Celtics, che almeno stanotte hanno lottato per 48 minuti ma sono usciti nuovamente battuti, in preda a una crisi di condizione e di identità che li ha colpiti proprio quando sembravano finalmente aver trovato la quadratura del cerchio. Preoccupante soprattutto l’involuzione di Pierce: il Capitano sembra il fantasma del numero 34 che conosciamo, in imbarazzo da entrambi i lati del campo e riluttante nel cercare la conclusione. La difesa ha alzato il volume nel secondo tempo e in modo particolare nel quarto periodo, dopo una prima frazione assai deficitaria; tuttavia il calo di Bradley (fisiologico dopo un rientro a tutto gas dal lungo infortunio) ha tolto buona parte degli effetti benefici che si erano registrati al suo ritorno. Adesso, in un momento così complicato, servirebbe un po’ di tempo per riflettere e schiarirsi le idee; purtroppo i Celtics non potranno farlo, perché ci sono altre tre partite ad aspettarli questa settimana, e per di più contro squadre assai quotate (Knicks, Hawks e Heat). Speriamo in una rapida inversione di rotta, altrimenti il filotto di sconfitte potrebbe cancellare quanto di buono fatto non più tardi di qualche giorno fa.
| Boston Celtics | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Kevin Garnett, PF | 31 | 5-13 | 0-0 | 6-6 | 0 | 5 | 5 | 3 | 1 | 5 | 2 | 3 | -3 | 16 | |||
| Brandon Bass, PF | 28 | 4-7 | 0-0 | 0-0 | 2 | 4 | 6 | 1 | 0 | 0 | 2 | 2 | -7 | 8 | |||
| Paul Pierce, SF | 37 | 3-15 | 1-4 | 5-6 | 4 | 3 | 7 | 7 | 2 | 0 | 4 | 0 | -8 | 12 | |||
| Rajon Rondo, PG | 38 | 7-17 | 0-2 | 3-4 | 3 | 10 | 13 | 8 | 0 | 0 | 5 | 2 | -10 | 17 | |||
| Avery Bradley, PG | 26 | 2-4 | 2-2 | 1-2 | 1 | 0 | 1 | 1 | 0 | 1 | 1 | 3 | -5 | 7 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Jared Sullinger, PF | 26 | 5-11 | 0-0 | 2-2 | 5 | 5 | 10 | 0 | 0 | 1 | 0 | 6 | -4 | 12 | |||
| Jeff Green, PF | 21 | 1-3 | 1-2 | 2-2 | 0 | 3 | 3 | 1 | 0 | 1 | 1 | 0 | +7 | 5 | |||
| Courtney Lee, SG | 14 | 3-9 | 3-5 | 0-0 | 1 | 2 | 3 | 2 | 1 | 0 | 0 | 2 | +1 | 9 | |||
| Jason Terry, SG | 20 | 2-5 | 0-2 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 1 | 0 | 1 | 0 | +4 | 4 | |||
| Chris Wilcox, PF | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| Jason Collins, C | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| Leandro Barbosa, SG | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 32-84 | 7-17 | 19-22 | 16 | 32 | 48 | 24 | 5 | 8 | 16 | 18 | 90 | ||||||
| 38.1% | 41.2% | 86.4% | |||||||||||||||
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Fast break points: 10
Points in the paint: 28 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 18 (20) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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|||||||||||||||||
| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Tristan Thompson, PF | 40 | 9-18 | 0-0 | 3-3 | 2 | 7 | 9 | 5 | 1 | 1 | 1 | 3 | +9 | 21 | |||
| Alonzo Gee, SF | 31 | 3-7 | 0-1 | 4-6 | 1 | 5 | 6 | 2 | 1 | 0 | 0 | 2 | +8 | 10 | |||
| Tyler Zeller, C | 38 | 2-10 | 0-0 | 2-2 | 3 | 7 | 10 | 4 | 0 | 3 | 2 | 6 | +5 | 6 | |||
| Kyrie Irving, PG | 38 | 16-24 | 1-3 | 7-7 | 0 | 3 | 3 | 5 | 2 | 0 | 5 | 5 | +11 | 40 | |||
| Dion Waiters, SG | 33 | 3-12 | 1-4 | 0-0 | 1 | 1 | 2 | 3 | 1 | 0 | 0 | 1 | +8 | 7 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Luke Walton, SF | 18 | 3-3 | 0-0 | 1-2 | 1 | 2 | 3 | 7 | 1 | 0 | 2 | 0 | +2 | 7 | |||
| Omri Casspi, SF | 10 | 1-3 | 0-1 | 0-0 | 0 | 3 | 3 | 0 | 0 | 1 | 1 | 2 | -6 | 2 | |||
| Shaun Livingston, PG | 18 | 0-2 | 0-0 | 2-2 | 0 | 1 | 1 | 1 | 0 | 1 | 1 | 0 | -6 | 2 | |||
| Daniel Gibson, SG | 15 | 0-3 | 0-3 | 0-0 | 0 | 2 | 2 | 1 | 1 | 1 | 1 | 3 | -6 | 0 | |||
| Kevin Jones, PF | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| C.J. Miles, SF | DNP ILLNESS | ||||||||||||||||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 37-82 | 2-12 | 19-22 | 8 | 31 | 39 | 28 | 7 | 7 | 13 | 22 | 95 | ||||||
| 45.1% | 16.7% | 86.4% | |||||||||||||||
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Fast break points: 11
Points in the paint: 46 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 13 (5) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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Flagrant Fouls: None
Technical Fouls: PLAYERS: None – TEAMS (def3sec): None – COACHES: None
Officials: Tom Washington, Kevin Scott, Courtney Kirkland
Attendance: 14,192
Time of Game: 2:15
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