Sesta sconfitta consecutiva per i Celtics, che cadono sul campo degli Atlanta Hawks al termine di una partita rocambolesca che i biancoverdi non hanno saputo chiudere una volta avuta in pugno. Sono serviti ben due tempi supplementari per spezzare l’equilibrio di una gara dall’esito più che mai incerto, ma che ha visto Boston uscire sconfitta per l’ennesima volta
I Celtics arrivano alla Philips Arena con una poco invidiabile striscia aperta di 5 sconfitte di fila, e vogliono evitare di allungare la serie con il sesto stop consecutivo, registrato per l’ultima volta nell’Aprile del 2007 (poco primo dell’inizio dell’era dei Big3). Boston parte subito forte di fronte al come sempre non nutritissimo pubblico della Georgia (e con ampie macchie biancoverdi, segno del sempre straordinario tifo raccolto dal Trifoglio anche in trasferta), e prova a mettere le cose in chiaro fin dai primi possessi: dopo una scorribanda centrale di Johnson e una dormita di Bass che consente a Smith di segnare indisturbato nel pitturato i Celtics iniziano la loro partita, affidandosi alle salde mani di Rondo che si conferma ispirato dopo la tripla doppia con i Knicks: dopo un canestro di Garnett, il play biancoverde ruba palla e vola a schiacciare indisturbato. Un libero di Korver per violazione dei 3 secondi difensivi di Garnett e un duro avvertimento di Johnson allo stesso KG dall’altro lato del campo sembrano dare ai padroni di casa la faccia cattiva di chi vuole difendere il proprio campo; ma la musica cambia bene presto in favore dei biancoverdi, che infilano un parziale di 10-0 propiziato da Garnett, Pierce, Bradley e da due ottimi jumper di Rondo. Atlanta prova a rispondere con un gioco da 3 punti di Horford e due punti di Pachulia (intervallati dal primo canestro di Pierce), ma i biancoverdi riprendono immediatamente il controllo delle operazioni e consolidano la loro leadership sulla partita con un gran finale di quarto: Rondo usa il vetro per il floater centrale, Green mette in fila un gioco da tre punti e una tripla dall’angolo servito in transizione da Lee, che a sua volta va a segnare nell’azione successiva. La difesa dei Celtics funziona a meraviglia, e questo permette ai biancoverdi di sfruttare gli spazi e di correre in contopiede. Due liberi di Green e uno di Terry per fallo tecnico fischiato a Smith permettono ai Celtics di incrementare il già cospicuo vantaggio, andando al primo intervallo della gara col sorprendente punteggio di 29-10.
Il rookie Jenkins apre il secondo periodo con due punti per i padroni di casa, ma Lee risponde e piazza un gioco da tre punti; l’attacco degli Hawks diventa sempre più asfittico, e un air-ball di Horford è seguito addirittura da una stoppata di Terry, con Collins che perfeziona il recupero e manda Lee a segnare due punti facili in contropiede. Teague prova con caparbia a tenere i suoi a contatto, ma i Celtics volano via con altri due liberi di un Green già in doppia cifra a quota 10 punti e una tripla in transizione di Terry. Atlanta trova un barlume di speranza nei falli gratuiti spesi dai Celtics, che permettono ai padroni di casa di andare in bonus con ancora 8 minuti da giocare nel quarto: la loro mira tuttavia non sempre è precisa, e i Celtics continuano a viaggiare a vele spiegate, con giocate di energia da entrambi i lati del campo (vedi rimbalzo offensivo conquistato da Lee e convertito in due punti da Garnett) che permettono ai biancoverdi di raggiungere i 27 punti di margine. Atlanta tira col 22% dal campo, ma i Celtics si siedono sugli allori e si distraggono, permettendo ai padroni di casa di ridurre il loro svantaggio: Smith, Teague e Horford firmano un parziale di 9-2 in favore dei “Falchi”, mentre l’attacco di Boston si inceppa con qualche possesso, sbloccandosi solo con un layup di KG molto ben servito da un passaggio schiacciato di Pierce. Gli Hawks però adesso sentono che il momento è propizio per tentare di rientrare in partita e spingono sull’acceleratore, guidati ancora da Teague, stavolta coadiuvato da Horford e Korver. Fortunatamente Bradley risponde presente in questo momento di difficoltà, e prima convertendo un grandissimo rimbalzo in attacco di Rondo e poi mandando a bersaglio una tripla dall’angolo riporta i suoi sul +19; si va così al riposo con un gap invariato rispetto alla fine del primo quarto, con i Celtics che guidano sul punteggio di 57-38. Ottima prova di squadra fino a questo momento per i biancoverdi, con Jeff Green sugli scudi grazie alle sue giocate e ai suoi 13 punti dalla panchina; tra i titolari, bene Rondo e Garnett (8 punti e 4 rimbalzi il primo, 8 e 5 il secondo) e Bradley con 9 punti molto pesanti. Positivo Courtney Lee che porta in dote 7 punti e tanta energia dalla panchina. Tra i padroni di casa spicca Teague, autore di 14 punti e di una prova fin qui propositiva e caparbia.
Al rientro in campo i Celtics sono chiamati a far tesoro del cospicuo vantaggio accumulato nella prima frazione di gioco, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di una partita in back-to-back e per di più in trasferta. Due liberi di Harris riaprono la contesa, immediatamente seguiti da un canestro di Bradley servito da Garnett. Lo stesso Bradley è lanciato in contropiede per due punti facili, ma viene rimontato da Harris che lo stoppa in maniera molto efficace. Da questo momento in poi, accade l’incredibile sul parquet della Philips Arena: i Celtics perdono completamente il lume della ragione e riescono nell’impresa, ai limiti dell’impossibile, di gettare alle ortiche un vantaggio di 19 lunghezze. I padroni di casa banchettano a spese dei biancoverdi, che appaiono totalmente inermi contro la furiosa rimonta locale: Korver muove la retina ogni volta che alza le mani, Harris e Teague fanno a fette la difesa in penetrazione e dall’arco, Smith e Horford dominano sotto i canestri. Boston rimane per 6 minuti e 18 secondi senza segnare un singolo punto, con gli ospiti che si riportano in parità prima che una tripla di Terry ridia un minimo di ossigeno ai boccheggianti Celtics. Korver martella ancora e risponde a sua volta con una tripla, ma ancora Terry con un’altra conclusione dall’arco e Green infilano un parziale di 7-2 che restituisce un po’ di fiducia ai Celtics. Atlanta comunque non vuol mollare proprio adesso che è arrivato il bello, e grazie a un difficile canestro di Johnson allo scadere dei 24 secondi e a un gioco da tre punti dello stesso numero 44 gli Hawks si riportano in parità. Un layup acrobatico di Rondo e due punti di Pierce dopo un’ottima difesa di Sullinger su Teague mandano i Celtics al secondo intervallo corto in vantaggio di 4 lunghezze sul punteggio di 73-69.
Pessimo inizio difensivo del quarto quarto, con Atlanta che va a segnare indisturbata due triple ad opera di Korver e Harris, in mezzo alle quali Garnett, anch’egli in solitudine, segna due punti col più classico dei suoi jumper. Horford va in lunetta e con il suo 2 su 2 ai liberi i padroni di casa si portano in vantaggio per la prima volta dl 5-4 ad inizio partita. La situazione è critica per i Celtics, che reduci da una dura battaglia persa contro New York hanno poche energie rimaste nel serbatoio; Rondo pesca Garnett per altri due punti, ma ancora Korver punisce la difesa con l’ennesima tripla della sua partita; Pierce conquista un fondamentale rimbalzo offensivo prontamente convertito in due punti, mentre un ottimo Lee col jumper in semi-transizione rimette avanti i biancoverdi. Gli Hawks adesso paiono accusare lo sforzo profuso per la clamorosa rimonta, e i Celtics sembrano poter riprendere il sopravvento: Rondo subisce una stoppata ma con una magia riesce a mandare al bar tutta la difesa e a segnare 2 punti appoggiando al vetro; Horford e Johnson replicano ma i Celtics sembrano di nuovo poter straripare. Garnett, Lee e un Rondo da leccarsi i baffi costruiscono un parziale di 9 a 0 che riporta i Celtics avanti di 10 lunghezze. Korver e Teague rispondono con una tripla a testa, ma un monumentale Garnett (12 i punti del Re Leone nel solo quarto periodo) mette a segno un sublime canestro con virata e due liberi che sembrano mantenere i Celtics a distanza di sicurezza. Invece la partita è tutt’altro che finita, perché i padroni di casa vogliono avere l’ultima parola: Korver è chirurgico e letale dalla linea dei tre punti (record di franchigia con 8 triple mandate a bersaglio nella ripresa), mentre Horford si guadagna i liberi dell’ennesima parità. Garnett sbaglia un rigore a porta vuota fallendo un facile layup, ma Harris perde palla attaccando il canestro. Boston mette palla in mano a Rondo, che si costruisce una penetrazione pulita solo da concludere a canestro: il tiro del numero 9 finisce corto, ma con un guizzo il play biancoverde si getta sul pallone ottenendo quanto meno una palla a due contro Korver; ed è proprio quest’ultimo a vincere la contesa. Gli Hawks hanno in mano il pallone della vittoria ma non riescono a sfruttarlo con Josh Smith (complice forse un fallo di Pierce in marcatura). I tempi regolamentari finiscono sul 98 pari: saranno necessari i supplementari per decretare la squadra vincitrice di questa pazza partita.
Boston vince il tip-off e Teague commette subito il suo quinto fallo; Garnett continua a dispensare pallacanestro e con un canestro di rara difficoltà e bellezza mette Boston avanti di due punti. Smith replica con i due punti del pareggio, e dopo un fallo in attacco fischiato a Rondo Bradley si esibisce in una difesa da manuale su Korver, condita da una tripla a bersaglio dall’altra parte del campo. Atlanta però non si butta giù e non molla la presa, e grazie a Teague, Harris e Smith in un amen si riporta avanti di due punti, svantaggio immediatamente colmato da un tap-in del solito, encomiabile Garnett. Lee continua la sua ottima prova, rubando palla e subendo fallo in contropiede da Teague: è il suo sesto fallo, che costringe il play degli Hawks a restare seduto in panchina fino alla fine del match. Lee segna entrambi i liberi, ma Atlanta gioca magistralmente una situazione di alto-basso con i suoi lunghi mandando a canestro Smith per il pari. Rondo perde palla in attacco, ma Lee recupera immediatamente mandando però solo sul primo fallo un tiro da tre punti; Boston difende alla grande nel possesso successivo, e Rondo strappa il rimbalzo in mezzo alle gambe di tutti. I Celtics hanno in mano l’ultimo pallone, ma la gestione è lenta e prevedibile (malgrado i 23 secondi sul cronometro), facendo si che il tiro di Pierce (che preferisce forzare anziché servire un liberissimo Terry) venga stoppato da Smith. Suona la sirena e tutto è ancora in parità: ci vuole un altro supplementare per spezzare l’equilibrio.
Il secondo overtime dura ben poco per i Celtics: Garnett infatti commette in rapida successione il quinto e il sesto fallo della sua partita, concedendo un gioco da tre punti di Smith ma soprattutto venendo espulso dalla gara. L’uscita per falli del Re Leone segna di fatto la fine ufficiosa della partita di Boston, con un Rondo che malgrado raggiunga l’ennesima tripla doppia (seconda di fila, quinta stagionale e diciottesima in carriera in regular season) si vede costretto a forzare conclusioni e passaggi, lasciato completamente solo dai compagni e in particolare da un Paul Pierce sempre più involuto e irriconoscibile. Atlanta fatalmente allunga grazie a Horford e agli altri lunghi che adesso dominano sotto canestro e aprono ancora di più il campo per le mortifere conclusioni da tre punti degli esterni. Non c’è più partita, e gli Hawks si impongono 123-111. Tra i Celtics solo applausi per un Garnett d’antan, autore di 24 punti (11-18 al tiro) e 10 rimbalzi (anche se quel layup fallito al tramonto del quarto periodo griderà vendetta per un po’); generosissimo e encomiabile Rondo, che va ancora in tripla doppia (16 punti, 10 rimbalzi, 11 assist) ma perde lucidità nelle fasi più calde del match. Bella prova di Bradley, che coi suoi 14 punti ha tolto alla squadra le castagne dal fuoco in più di occasione. Dalla panchina, ottimi Green e Lee, autori rispettivamente di 17 e 16 punti; forse proprio un maggior utilizzo di un Jeff stasera davvero in grande spolvero avrebbe potuto essere la chiave di volta per la partita dei Celtics. Bene anche Terry, che ritrova il tocco perduto e chiude con 12 punti, la maggior parte dei quali ha tenuto a galla Boston nel momento più buio della serata quando imperversava la rimonta dei rivali. Sempre più enigmatici Bass (0 punti per lui) ma soprattutto Pierce che continua a non trovare gambe e gioco e chiude con un misero 4-13 per soli 12 punti totali. Tra gli ospiti, strepitose le prove del trio Korver (27 punti, 8-12 da tre), Horford (24 punti e 13 rimbalzi) e Teague (23 punti e 7 assist); buona gara anche di Josh Smith, poco preciso al tiro (7-20) ma in ogni caso autore di 17 punti conditi da 14 rimbalzi e 7 assist.
Crisi sempre più nera in casa Celtics, con una striscia negativa che non si vedeva nella Beantown dal lontano e nefasto Aprile 2007. Dopo un primo tempo che aveva fatto tornare grandi sorrisi sul volto di tutti i sostenitori del Trifoglio, è arrivato un terzo periodo da incubo a riaddensare le nubi sulla squadra di Doc Rivers, che anche dopo aver subito la rimonta è riuscita a mettersi nelle condizioni ideali di portare a casa la vittoria ma non ci è riuscita, per mancanza di forze, lucidità e di quel killer instinct che separa le grandi squadre da quelle normali. Purtroppo, leggendo il tabellino, risalta palesemente all’occhio come il principale problema sia ormai il rendimento della bandiera della franchigia: Paul Pierce, il Capitano, è ormai diventato un caso, e vedere la sua ombra che si trascina sul campo senza riuscire a dare un minimo contributo alla squadra è davvero una fitta troppo grande per il cuore di ogni appassionato biancoverde e soprattutto per quello di chi scrive, “Pierceofilo” se ce n’è uno. Si torna a Boston stanchi, sfiduciati e perdenti: non la situazione ideale per chi tra meno di due giorni dovrà ricevere i campioni i Miami Heat campioni in carica, accompagnati da un grande ex che finalmente potrà scoprire che tipo trattamento gli sarà riservato dalla sua vecchia e un tempo osannante tifoseria.
| Boston Celtics | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Kevin Garnett, PF | 38 | 11-18 | 0-0 | 2-2 | 1 | 9 | 10 | 4 | 1 | 0 | 2 | 6 | -19 | 24 | |||
| Brandon Bass, PF | 19 | 0-4 | 0-0 | 0-0 | 0 | 2 | 2 | 1 | 1 | 0 | 1 | 1 | -7 | 0 | |||
| Paul Pierce, SF | 40 | 4-13 | 0-5 | 4-4 | 2 | 4 | 6 | 4 | 0 | 0 | 5 | 4 | -30 | 12 | |||
| Rajon Rondo, PG | 45 | 8-18 | 0-1 | 0-0 | 4 | 6 | 10 | 11 | 1 | 0 | 6 | 4 | -20 | 16 | |||
| Avery Bradley, PG | 29 | 6-11 | 2-3 | 0-0 | 0 | 1 | 1 | 1 | 1 | 0 | 2 | 0 | -22 | 14 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Jared Sullinger, PF | 24 | 0-3 | 0-0 | 0-0 | 0 | 5 | 5 | 2 | 2 | 0 | 2 | 6 | -4 | 0 | |||
| Jeff Green, PF | 30 | 4-8 | 1-2 | 8-8 | 1 | 5 | 6 | 0 | 0 | 0 | 1 | 1 | +9 | 17 | |||
| Jason Collins, C | 13 | 0-1 | 0-0 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 4 | +20 | 0 | |||
| Courtney Lee, SG | 26 | 5-10 | 1-4 | 5-5 | 2 | 5 | 7 | 4 | 2 | 0 | 0 | 4 | +10 | 16 | |||
| Jason Terry, SG | 22 | 4-6 | 3-4 | 1-1 | 0 | 1 | 1 | 1 | 0 | 1 | 1 | 0 | +7 | 12 | |||
| Leandro Barbosa, SG | 3 | 0-1 | 0-0 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | -4 | 0 | |||
| Chris Wilcox, PF | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 42-93 | 7-19 | 20-20 | 10 | 38 | 48 | 28 | 8 | 1 | 21 | 30 | 111 | ||||||
| 45.2% | 36.8% | 100.0% | |||||||||||||||
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Fast break points: 24
Points in the paint: 38 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 21 (24) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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|||||||||||||||||
| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Ivan Johnson, PF | 18 | 5-8 | 0-1 | 1-1 | 0 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 1 | 2 | -21 | 11 | |||
| Josh Smith, SF | 47 | 7-20 | 0-3 | 3-9 | 5 | 9 | 14 | 7 | 0 | 2 | 2 | 2 | +13 | 17 | |||
| Al Horford, C | 51 | 7-15 | 0-0 | 10-11 | 3 | 10 | 13 | 3 | 2 | 0 | 2 | 5 | +28 | 24 | |||
| Jeff Teague, PG | 40 | 8-11 | 2-3 | 5-6 | 0 | 4 | 4 | 7 | 3 | 1 | 2 | 6 | +8 | 23 | |||
| Kyle Korver, SG | 44 | 8-13 | 8-12 | 3-3 | 1 | 5 | 6 | 4 | 3 | 2 | 1 | 1 | +28 | 27 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Mike Scott, PF | 4 | 0-0 | 0-0 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 1 | 1 | +2 | 0 | |||
| Zaza Pachulia, C | 11 | 1-1 | 0-0 | 0-0 | 1 | 2 | 3 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | -15 | 2 | |||
| Devin Harris, PG | 38 | 4-13 | 2-9 | 4-4 | 0 | 3 | 3 | 2 | 2 | 1 | 2 | 3 | +26 | 14 | |||
| Jannero Pargo, PG | 22 | 1-7 | 0-4 | 0-0 | 1 | 2 | 3 | 5 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 2 | |||
| John Jenkins, SG | 6 | 1-4 | 0-2 | 0-0 | 1 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | -7 | 2 | |||
| DeShawn Stevenson, SG | 8 | 0-2 | 0-2 | 1-2 | 0 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | -2 | 1 | |||
| Anthony Tolliver, PF | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| Johan Petro, C | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 42-94 | 12-36 | 27-36 | 12 | 37 | 49 | 31 | 10 | 6 | 12 | 21 | 123 | ||||||
| 44.7% | 33.3% | 75.0% | |||||||||||||||
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Fast break points: 34
Points in the paint: 50 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 12 (13) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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Flagrant Fouls: None
Technical Fouls: PLAYERS: 1 ATLANTA ( J Smith 1 ) – TEAMS (def3sec): BOSTON (1) – COACHES: None
Officials: Ken Mauer, Eric Dalen, Tony Brown
Attendance: 15,595
Time of Game: 2:43
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Boston, and all points beyond
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