I Celtics interrompono la striscia di sei sconfitte di fila con una emozionante vittoria casalinga contro i Miami Heat campioni in carica, nella notte del ritorno a Boston del grande ex Ray Allen. La gioia per il grande successo viene però stemperata dalla pessime notizie dall’infermeria: Rajon Rondo ha infatti riportato la rottura del legamento crociato del ginocchio destro nella partita contro gli Hawks, e sarà costretto a saltare il resto della stagione.
C’è il clima delle grandi occasioni al Boston Garden: il caldissimo pubblico biancoverde accorre come sempre numeroso, pronto a spingere la squadra ad una vittoria fondamentale e richiamato dalla presenza in città dei rivali delle ultime stagioni, quei Miami Heat in cui milita il grande e discusso ex Ray Allen. Pochi minuti prima della palla a due si apprende che Rondo non sarà della partita: un fastidio ad un ginocchio, iperesteso nella gara di venerdi contro gli Hawks lo tiene a riposo, e per precauzione il giocatore si sottoporrà immediatamente ad una risonanza magnetica (che, come vedremo, rivelerà problemi ben più gravi del previsto). Il suo posto in quintetto è preso da Lee, mentre Sullinger rimpiazza Bass per scelta tecnica partendo titolare per la quarta volta della stagione.
La partita si apre subito con una decisione controversa degli arbitri in favore degli ospiti, dopo la quale finalmente possono aprirsi le danze: tocca a Bosh iscriversi per primo sul tabellino, con un jumper imitato prontamente da Garnett. La partita viaggia fin da subito sui binari di una sostanziale parità, con i Celtics che sembrano voler mettere in campo tutta la voglia e l’intensità a loro disposizione, mentre gli uomini di South Beach paiono giocare con le marce molto basse, consci della loro superiorità (almeno sulla carta) rispetto ai padroni di casa. Si segnalano ottime giocate difensive da entrambi i lati del campo (stoppata di James su Bradley e restituzione al mittente di Lee ai danni dello stesso LeBron) e un paio di pregevoli assist di Sullinger che manda a canestro prima Garnett e poi Pierce. Intanto, durante il primo timeout dell’incontro, sul jumbotron del Garden viene mandato in scena un video celebrativo per Ray Allen: il pubblico reagisce inizialmente con molti “buh” e fischi, che però si trasformano quasi immediatamente in applausi sempre più calorosi; fino ad arrivare quasi ad una standing ovation, con i tifosi biancoverdi che rendono il giusto merito ad un giocatore che in ogni caso ha scritto un pezzo di storia del Trifoglio. Allen fa il suo ingresso in campo dopo poco più di 7 minuti nel corso del primo quarto, e pochi possessi dopo il Garden esplode per una tripla di Terry proprio in faccia a He Got Game. Un bel contropiede di Green concluso con due punti eludendo LeBron diventa l’ultimo canestro per i padroni di casa, prima che proprio James e Battier siglino le ultime due conclusioni di un primo periodo che si chiude sul 26-22 in favore degli ospiti.
È Allen ad aprire il secondo quarto con il secondo canestro della sua partita. L’attacco di Boston adesso sembra far molta fatica: i biancoverdi sono senza assist dopo quasi 14 minuti di gioco, segno evidente di quando si senta la mancanza di Rondo in cabina di regia. A proposito del numero 9, iniziano a diffondersi alcune voci tutt’altro che rassicuranti sulle sue condizioni fisiche: sembra infatti che lo staff medico sia preoccupato per una possibile lesione al legamento crociato del ginocchio, un infortunio molto grave che sarebbe una vera mazzata per i Celtics. Gli ospiti sembrano poter prendere il sopravvento della gara, ma i Celtics pescano un’arma fin qui assai poco utilizzata dalla panchina: è Leandro Barbosa che dà la scossa ai biancoverdi, portando vivacità e idee in attacco oltre ad una buona dose di energia in difesa. Il brasiliano duetta a meraviglia con Garnett, fornendo un assist al numero 5 e andando a segno 3 volte in rapida successione, per 7 punti che aiutano i Celtics ad accorciare le distanze, che uno Wade molto attivo aveva provato ad allungare. Jeff Green è accoppiato stabilmente con James, e con ottimi possessi difensivi riesce finora a tenerlo a bada limitandone la produzione; anche Sullinger si sta disimpegnando bene, con una gestione accorta dei falli (solo uno commesso in tutta la partita per lui): Jared segna in contropiede allacciandosi poi con un indispettito Lewis (fallo tecnico fischiato a entrambi), per poi rubare palla a Bosh qualche possesso dopo guadagnandosi un viaggio in lunetta. Le difese di Lee, Bradley e Green sono davvero molto efficaci, e grazie a questo i Celtics riescono a tenere basso il punteggio e a sfruttare il contropiede per guadagnare 4 tiri liberi consecutivi (messi tutti a segno dagli stessi Bradley e Lee), mentre dopo un altro canestro di Allen, Pierce attacca con decisione il canestro arrivando fino in fondo con i due punti del 45 pari, punteggio con cui si chiude la prima frazione di gioco. I Celtics non hanno intenzione di mollare e restano aggrappati alla partita, grazie a una grande prestazione di squadra su entrambi i lati del campo, con ottime difese e buona circolazione di palla. Garnett top scorer biancoverde con 9 punti, seguito da Barbosa con 7. Per gli ospiti doppia cifra di Bosh e James, mentre Allen si attesta a quota 7 punti.
Ripresa che inizia con due pessime notizie: la prima è che LeBron James sembra essersi svegliato, e dopo aver giocato un primo tempo in terza marcia (a esagerare), ingrana subito forte con due triple in fila (le prime della partita per gli Heat). Ma la notizia più brutta è un’altra, e viene dal New England Baptist Hospital: la risonanza magnetica ha evidenziato la rottura del legamento crociato del ginocchio destro di Rajon Rondo. Si tratta di un brutto infortunio, che il numero 9 si è procurato praticamente senza accorgersene (segno della sua tempra e resistenza al dolore incredibili) e che rischia di tenerlo fermo per molto tempo. L’atmosfera in campo sembra diventare quasi surreale, ma per fortuna ci pensano i veteranissimi Pierce e Garnett a portare fuori la squadra da un potenziale momento difficile. Wade va a bersaglio con un difficilissimo canestro, e Sullinger pensa giustamente di rispondergli con un bellissimo fade-away dal post, liberandosi della marcatura di Bosh e andando a segnare per il + 3 Boston. In questa fase centrale James, dopo la fiammata iniziale, sta lasciando la scena al suo compare Wade, e lo va a servire anche con uno splendido ally-hoop senza guardare, al quale però un efficacissimo Bradley risponde con la ormai classica tripla dall’angolo. I Celtics però iniziano a faticare più del dovuto in attacco segnando solo 4 punti (due liberi di Bass e un canestro di Garnett) negli ultimi 6 minuti del terzo periodo; di contro James si riprende di prepotenza il palcoscenico e guida i suoi a un parziale di 11-4 per concludere il quarto, al termine del quale gli Heat sono in vantaggio 68-64.
Siamo all’inizio del quarto periodo: Terry e Allen si rispondono con un canestro a testa, prima che Green inizi il suo show personale fatto di 2 liberi, una tripla e una super schiacciata in testa alla difesa ospite che manda in delirio tutto il pubblico biancoverde e dà a Boston 3 punti di vantaggio (75-72). Miami si riporta in parità grazie a Wade, ma un bel canestro con virata di Pierce rimette avanti i padroni di casa. La partita adesso è di un’intensità incredibile, con le difese che tengono a meraviglia e concedono pochissimo agli attacchi avversari. Green tiene magnificamente Allen, stoppandone la conclusione e costringendo gli Heat alla violazione dei 24 secondi; dall’altra parte però Pierce fallisce il tiro, e Allen viene colpevolmente dimenticato in contropiede potendo piazzare indisturbato la tripla del sorpasso. I Celtics tornano avanti con un jumper in transizione di Terry, ma dopo una super difesa di Pierce su Wade tocca a James segnare i suoi primi punti del quarto periodo rimettendo avanti gli Heat. I liberi di KG e un inusuale errore di Allen sempre dalla lunetta portano il punteggio in parità sul 83-83. Pierce segna un canestro da fenomeno vero, e dopo una pessima rimessa degli ospiti Boston recupera palla e con Garnett va a segnare il +4 con meno di un minuto da giocare. I Celtics difendono bene e conquistano il rimbalzo, ma perdono palla in attacco e permettono ad Allen di mandare a bersaglio una tripla (grande esecuzione di Ray, dall’angolo e con la mano in faccia). Boston è sopra di 1 e Miami è costretta a fare fallo per fermare il cronometro: Terry fa 2 su 2 ai liberi, e gli Heat hanno ora in mano l’ultimo pallone della gara con 21 secondi da giocare: Allen sbaglia la tripla, ma James cattura il rimbalzo prima di mettersi in proprio e pareggiare con un tiro da tre punti con 7 secondi rimasti sul cronometro. I Celtics non hanno più timeout e sono costretti a gettarsi in avanti il più velocemente possibile, Pierce si vede deviare da Wade il pallone e sulla rimessa successiva i padroni di casa non riescono a trovare la via del canestro. Ci sarà quindi bisogno dei tempi supplementari, perché la gara termina sul punteggio di 87-87: non proprio l’ideale per i Celtics, già provati dalla sconfitta patita a Atlanta dopo addirittura due overtime.
Allen avvia il supplementare con un facile appoggio da sotto il canestro, liberandosi con un taglio in backdoor ben servito da James; Garnett pareggia subito andando dentro e tirando sulla testa di Battier. Le difese continuano a farla da padrone, come e più che nei tempi regolamentari: Green è davvero incollato a James, ma due brutte perse in fila di Pierce consentono proprio al numero 6 di Miami di segnare 4 punti in fila (col secondo canestro viziato da un fallo a rimbalzo ai danni di Pierce). Mancano poco più di due minuti; l’inerzia sembra tutta di Miami, ma Pierce e Garnett hanno altre idee: The Truth veste i panni dell’uomo assist, e in due azioni di fila serve il pallone al Re Leone che segna da campione, riportando i Celtics in parità. Gli ospiti hanno più volte in mano la palla per vincer la partita, ma sono ancora una volta due giocate difensive dei padroni di casa a fare la differena: prima Green subisce sfondamento da Allen, poi Pierce contesta a Wade l’ultimo tiro che si spegne sul ferro. Si va così al secondo extra-time sul punteggio di 93-93; i Celtics dovranno affrontare per la seconda partita di fila un doppio overtime.
Via con il secondo tempo supplementare, che si apre con Pierce che, catturando il decimo rimbalzo della sua gara, realizza una tripla doppia. Si segna pochissimo, e due liberi di Terry sono gli unici punti realizzati per qualche minuto. Lo stesso Terry va a stoppare Allen, imitato da Pierce che con un’altra ottima difesa subisce sfondamento da Wade. James viene raddoppiato sul perimetro ma si disimpegna bene in una situazione complicata trovando un bel passaggio per Bosh che va a schiacciare indisturbato. Il punteggio non si smuove, malgrado Wade si liberi con un vistoso fallo non fischiato sbagliando però la conclusione. Green benissimo ancora su LeBron, che però poi riesce allentare il controllo subito e a sfuggire alla difesa dei Celtics per andare a mettere a segno un gioco da tre punti. Gli Heat sono adesso avanti 98-95 con un minuto da giocare: i Celtics escono alla grande dal time-out, trovando due punti facili con Terry che realizza un layup costruito attraverso un blocco di Garnett. Wade sbaglia e Green fa suo il rimbalzo; il numero 8 cede la palla a Pierce, che segue l’istinto e si lancia in contropiede; il Capitano è marcato da LeBron, ma lo elude in corsa con un paio di movimenti dei suoi che gli consentono di avere lo spazio sufficiente a rilasciare il tiro: la palla accarezza morbida la retina, e i Celtics tornano in vantaggio di una lunghezza. Miami ha adesso in mano la palla dell’ennesimo sorpasso, ma sull’erorre di James il rimbalzo è preda di Pierce, che subisce fallo ma converte solo uno dei due liberi; gli Heat hanno 5 secondi da gestire, ma la difesa dei Celtics non lascia loro scampo e li costringe a una soluzione con Battier quantomeno improbabile: il tiro del numero 31 non tocca nemmeno il ferro, e i biancoverdi possono esultare per una emozionante quanto inaspettata vittoria col punteggio di 100-98. Pierce rinasce ancora dalle sue ceneri, stampando una favolosa tripla doppia da 17 punti, 13 rimbalzi e 10 assist; anche Garnett è autore di una partita sontuosa da 24 punti, 11 rimbalzi e 3 stoppate. Ma è tutta la squadra che merita di essere premiata per questa magnifica prestazione: sia in attacco che in difesa ognuno ha portato il suo mattone alla causa: davvero incoraggiante tra le altre la prova di Jeff Green, che ha limitato James mostrando capacità difensive decisamente sopra la media. A Miami non bastano un James da 34 punti, 16 rimbalzi e 7 assist e un ottimo Allen da 21 punti al suo ritorno a Boston.
Vittoria entusiasmante per gli uomini di Rivers, seppur offuscata dalla notizia del brutto infortunio di Rondo. Anche se privi del loro uomo-guida i biancoverdi hanno dimostrato fin dalle prime battute grande abnegazione e spirito di sacrificio, uniti alla voglia di riscattare le ultime delusioni e di battere i rivali di South Beach. La squadra ha lanciato segnali incoraggianti, con una vittoria della difesa e del collettivo che lascia ben sperare per il futuro che vedrà i Celtics orfani del loro numero 9 per molto tempo. Questi sono i Celtics veri, quelli che vorremmo vedere ogni sera; vedremo cosa decideranno i piani alti per il futuro immediato e prossimo, ma questi ragazzi hanno dimostrato di valere tanto anche senza Rondo. Adesso urge dare continuità alla prestazione e all’entusiasmo di oggi, perché i playoff rimangono ancora decisamente alla portata e perché il futuro si pianifica a partire da un solido presente.
| Miami Heat | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Udonis Haslem, PF | 15 | 1-2 | 0-0 | 0-0 | 3 | 3 | 6 | 1 | 1 | 0 | 0 | 1 | +2 | 2 | |||
| LeBron James, SF | 52 | 14-31 | 3-6 | 3-5 | 4 | 12 | 16 | 7 | 3 | 1 | 3 | 3 | -2 | 34 | |||
| Chris Bosh, C | 46 | 7-12 | 0-1 | 2-2 | 5 | 11 | 16 | 0 | 0 | 1 | 5 | 4 | +1 | 16 | |||
| Mario Chalmers, PG | 22 | 0-3 | 0-1 | 0-0 | 0 | 1 | 1 | 2 | 0 | 0 | 3 | 4 | -8 | 0 | |||
| Dwyane Wade, SG | 47 | 6-20 | 0-4 | 5-6 | 2 | 2 | 4 | 7 | 2 | 1 | 6 | 5 | -9 | 17 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Rashard Lewis, PF | 9 | 0-2 | 0-1 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | -2 | 0 | |||
| Shane Battier, SF | 36 | 1-3 | 0-2 | 0-0 | 2 | 0 | 2 | 2 | 0 | 2 | 1 | 5 | 0 | 2 | |||
| Joel Anthony, C | 12 | 0-0 | 0-0 | 0-0 | 0 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 2 | -3 | 0 | |||
| Norris Cole, PG | 13 | 3-6 | 0-0 | 0-0 | 1 | 1 | 2 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | +9 | 6 | |||
| Ray Allen, SG | 38 | 7-17 | 2-8 | 5-7 | 0 | 5 | 5 | 0 | 0 | 1 | 1 | 2 | +2 | 21 | |||
| Chris Andersen, PF | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| James Jones, SF | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| Mike Miller, SG | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 39-96 | 5-23 | 15-20 | 17 | 36 | 53 | 19 | 6 | 6 | 20 | 27 | 98 | ||||||
| 40.6% | 21.7% | 75.0% | |||||||||||||||
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Fast break points: 8
Points in the paint: 46 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 21 (19) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Kevin Garnett, PF | 45 | 10-19 | 0-1 | 4-5 | 3 | 8 | 11 | 4 | 2 | 3 | 1 | 2 | +1 | 24 | |||
| Jared Sullinger, PF | 22 | 3-5 | 0-1 | 1-2 | 0 | 4 | 4 | 2 | 3 | 0 | 1 | 1 | -4 | 7 | |||
| Paul Pierce, SF | 49 | 6-16 | 1-3 | 4-6 | 0 | 13 | 13 | 10 | 1 | 1 | 6 | 3 | +8 | 17 | |||
| Avery Bradley, PG | 28 | 3-8 | 1-2 | 2-2 | 2 | 2 | 4 | 0 | 2 | 0 | 1 | 2 | -5 | 9 | |||
| Courtney Lee, SG | 26 | 1-7 | 0-2 | 2-2 | 0 | 0 | 0 | 2 | 1 | 1 | 0 | 1 | +3 | 4 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Chris Wilcox, PF | 3 | 0-0 | 0-0 | 0-0 | 0 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | +1 | 0 | |||
| Brandon Bass, PF | 14 | 1-5 | 0-0 | 4-4 | 2 | 2 | 4 | 1 | 0 | 1 | 0 | 1 | -6 | 6 | |||
| Jeff Green, PF | 42 | 4-8 | 1-3 | 2-2 | 0 | 4 | 4 | 0 | 0 | 1 | 3 | 4 | +6 | 11 | |||
| Jason Terry, SG | 32 | 4-12 | 1-7 | 4-4 | 0 | 2 | 2 | 1 | 1 | 1 | 1 | 3 | +1 | 13 | |||
| Leandro Barbosa, SG | 30 | 4-8 | 1-1 | 0-0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 1 | 0 | 1 | 3 | +5 | 9 | |||
| Jason Collins, C | DNP COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| Rajon Rondo, PG | DNP RIGHT KNEE INJURY | ||||||||||||||||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 36-88 | 5-20 | 23-27 | 8 | 38 | 46 | 24 | 11 | 8 | 14 | 20 | 100 | ||||||
| 40.9% | 25.0% | 85.2% | |||||||||||||||
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Fast break points: 16
Points in the paint: 48 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 17 (18) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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Flagrant Fouls: None
Technical Fouls: PLAYERS: 1 MIAMI ( R Lewis 1 ), 1 BOSTON ( J Sullinger 1 ) – TEAMS (def3sec): BOSTON (1) – COACHES: None
Officials: Dan Crawford, Gary Zielinski, Mark Lindsay
Attendance: 18,624
Time of Game: 3:02
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Boston, and all points beyond
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