Clamoroso successo dei Boston Celtics, che si impongono in maniera altisonante sui Los Angeles Lakers rivali di sempre con il punteggio di 116-95. Prova sontuosa dei biancoverdi, che con una magistrale lezione di pallacanestro annichiliscono gli avversari e mandano in delirio il TD Garden, portando a casa la sesta vittoria consecutiva.
Celtics-Lakers: la Partita. Cè poco da fare, anche se la stagione delle due squadre non sta rispecchiando affatto le aspettative di inizio anno (con i Celtics aggrappati all’ottavo posto della Eastern Conference e i Lakers attualmente fuori dai playoff ad Ovest) la rivalità tra le due franchigie va al di là della classifica. Si tratta di una partita molto importante per entrambe le squadre: i Celtics sono chiamati a confermare il buon momento di forma, fatto di 5 vittorie in fila ottenute senza l’infortunato (e indisponibile fino al termine della stagione) Rajon Rondo; i Lakers invece cercano un successo che allontani un pò le nuvole addensate da infortuni, polemiche e rendimento scadente, per rimanere agganciati al treno delle posizioni utili per i playoff. Si parte, con le squadre che appaiono un pò contratte nei primi possessi: Pierce inaugura la gara con un jumper dal gomito, pareggiato immediatamente da un canestro mancino in post di Howard; Lee va a segno per altri due punti, prima che la terna arbitrale decida di entrare prepotentemente in partita, con un paio di fischi volanti che vanno ineluttabilmente a punire la difesa bianocoverde, mandando i Lakers in bonus dopo appena 2 minuti e spiccioli di gioco. A fare le spese delle brutte chiamate arbitrali è Garnett, che si vede assegnare due falli in pochi possessi ed è costretto a sedersi per lasciare il posto a Collins. World Peace (il fu Ron Artest) segna un libero, ma un Pierce che sembra in ritmo e in serata risponde presente con due canestri, intervallati da due punti di Howard e seguiti dalla prima marcatura di Bryant che non tarda a rispondere al Capitano biancoverde. Il duo Bradley-Lee ha il chiaro compito di mettere la museruola alla coppia Nash-Bryant, e il canadese rimane infatti silenzioso nei primi minuti, mentre Bryant si fa notare per un paio di tiri dei suoi, mandati a bersaglio nonostante la buona guardia della difesa. Bradley si fa vedere anche in attacco, dove prende e mette a segno con sicurezza due jumper dalla media, mentre Collins porta alla causa qualche solido minuto difensivo a guardia del pitturato (non facendosi mancare la consueta dose di falli personali, ben 3 in poco più di 5 minuti, che lo costringono ad uscire rimpiazzato da Wilcox). Howard è al solito impreciso dalla lunetta, mentre gli uomini della panchina dei Celtics fanno da subito sentire il loro contributo, con Jeff Green a segnare in rapida successione con un semi-gancio sotto canestro e con una tripla dall’angolo che è ormai una sicurezza. Nash si sveglia dal torpore e manda a bersaglio una conclusione dalla lunga distanza, imitato da Jamison, ma Lee e Pierce rispondono immediatamente con un canestro a testa eseguendo due ottimi step back; Jamison realizza due liberi, ma una coriacea azione offensiva dei Celtics (con tre rimbalzi offensivi catturati) permette a Wilcox di andare con facilità a canestro. Bryant ne mette altri due, e Pierce ristabilisce le distanze con un altro canestro in arresto e tiro dal gomito. Due errori ai liberi di Blake chiudono il primo quarto, sul punteggio di 27-23 in favore dei Celtics, che malgrado l’assenza di Garnett per quasi tutto il primo periodo sono avanti grazie a discrete difese e buone esecuzioni offensive.
KG rientra all’inizio del secondo quarto, e non perde occasione per griffare subito la partita mettendo a segno il primo canestro; Blake accorcia con un bel reverse dalla linea di fondo ma i Celtics, guidati dalla regia difensiva di Garnett, alzano il ritmo e provano a spaccare la partita. Terry vola in transizione ad appoggiare due punti, KG conquista il rimbalzo offensivo e va a segnare, Green guadagna e trasforma due tiri liberi. Meeks e Jamison tentano di reagire, ma due liberi di Wilcox e un altro canestro in fade-away di Garnett riportano i Celtics in doppia cifra di vantaggio sul +10. È un momento storico per il numero 5 biancoverde, che con questo canestro diventa il sedicesimo giocatore della storia a superare quota 25mila punti in carriera; al primo time-out disponibile, tutto il pubblico non perde occasione per omaggiare il Re Leone, che si alza dalla panchina e ringrazia i tifosi adoranti. Si torna a giocare: per i Lakers rientrano Nash e Bryant, mentre tra i Celtics tocca a Bass prendersi le luci della ribalta, con due piazzati dei suoi che muovono la retina e danno una buona iniezione di fiducia al giocatore da LSU. Nash (39 anni proprio oggi, tanti auguri) fiuta aria di tempesta, e dall’alto della sua regia cerca di aprire spazi che però l’attacco dei Lakers non riesce proprio a creare: malgrado i canestri di Jamison e dello stesso Nash i Lakers patiscono la scarsa condizione di Howard e l’assenza di Gasol e vengono dominati a rimbalzo (una notizia data la non spiccata abilità dei Celtics in questo fondamentale), oltre a subire moltissimo il fluido attacco dei Celtics che riesce ad allargare il margine tra le due squadre. Green continua la sua ottima serata, andando dentro per due volte partendo da sinistra e depositando a canestro grazie alle sue lunghe braccia; Terry segna una tripla che fa esplodere il palazzetto (molto propenso ad accendersi per le bombe del Jet, che evidentemente malgrado il rendimento sottotono della prima parte di stagione ha già conquistato gli sportivi della Beantown), e dopo un canestro di Clark è ancora Garnett il grande protagonista, andando a segnare due liberi e servendo a Wilcox un gran pallone per la schiacciata. Due viaggi in lunetta per entrambe le squadre in chiusura di quarto, prima che Bryant con un canestro d’alta scuola nonostante l’ottima copertura di Lee mandi tutti al riposo sul punteggio di 58-44 in favore dei Celtics. Dominio su tutta la linea dei padroni di casa, che difendono e attaccano da manuale (51% al tiro contro il 38% dei Lakers, 30 punti in area contro 14 e un ottimo contributo dalla panchina con 25 punti), arrivando sempre per primi sui palloni “50 e 50″ e dettando legge anche a rimbalzo. Pierce guida i suoi con 12 punti, mentre 9 sono i punti di Green dalla panchina.
Secondo tempo che si apre con un sagace Pierce che prende posizione e subisce fallo di sfondamento da Howard. Bryant però sembra indemoniato, e non ci sta a vedere i suoi dominati dai rivali di sempre: Boston continua a martellare nelle prime battute del terzo periodo, andando a segno con Garnett (4 punti) Lee (2) e Bradley (4 anche per lui), ma il numero 24 giallo-viola tiene miracolosamente in partita i suoi con almeno tre conclusioni mandate a bersaglio sfidando le leggi della fisica (con buona pace di un ottimo Courtney Lee che difende da manuale ma viene punito dalla classe del Black Mamba). Ma è proprio qui, in questa striscia di canestri incredibili di Kobe, che viene fuori tutta la differenza tra le due squadre, quasi una metafora tra i modi di essere delle due franchigie: agli isolamenti e allo “one man show” di Bryant i Celtics rispondono con una prova corale di rara bellezza e intensità, col pallone che si muove meravigliosamente in attacco mentre in difesa ognuno è pronto a sacrificarsi per aiutare il compagno e difendere il proprio canestro. È così che Boston tiene a bada gli avversari nel momento di massimo sforzo: i Lakers si riportano solo fino al -11, e da questo momento in poi è un’apoteosi biancoverde: Lee va a segno in palleggio, arresto e tiro, Pierce giganteggia e dispensa la sua classe con tutto l’arsenale a sua disposizione (gioco da tre punti, canestro in step back e entrata al ferro con contatto). I Celtics si riportano in un amen sul +16, ma il bello deve ancora venire: Bass martella ancora con due piazzati dei suoi dopo una tripla di Blake, ma ecco che si arriva allo zenit della gara. Bradley ruba un pigro e incauto passaggio di Bryant dopo una rimessa, e va a canestro esaltando i tifosi, imitato da Pierce nell’azione successiva. Poi, dopo 3 punti degli ospiti, i Celtics sentono l’odore del sangue e vanno alla giugulare della partita: Terry segna dall’arco, Green vola a schiacciare prepotentemente in contropiede e sul rientro difensivo stoppa Jamison inchiodando al tabellone un canestro sicuro; sul ribaltamento di fronte Pierce, da attore consumato, decide che è ora di prendersi il proscenio e di scrivere la parola fine sulla partita: arresto, tiro da lontanissimo e 3 punti che fanno crollare il Garden e cadere dalla sedia chi scrive. Si chiude il terzo quarto, e con esso anche la partita. Il Capitano resta al centro del campo, e nell’estasi generale urla al mondo: “We are right here!”. Siamo qui e non andiamo da nessuna parte; i Celtics non molleranno mai. Boston sta dominando i rivali di sempre, impartendo una lezione di basket e controllando ogni aspetto della partita. Il punteggio è di 95-69 in favore dei biancoverdi, dopo un terzo quarto da 37 punti (massimo stagionale) e mille emozioni.
I primi possessi del quarto periodo chiudono definitivamente la contesa: i Lakers sono ormai al tappeto e già contati dall’arbitro, e i Celtics con 6 punti di un super Jeff Green e 2 di un ottimo Terry si portano ad oltre 30 lunghezze di vantaggio. L’emblema della gara è senza dubbio un possesso difensivo in cui Garnett, in difesa in post su Howard, ruba palla al centro avversario come si rubano le caramelle a un bambino. Game, set and match Boston: c’è tempo per il classico Gino-Time (con KG e Pierce a ridersela di gusto come da tradizione) e addirittura per vedere ben 5 minuti di Fab Melo, che si toglie lo sfizio di segnare i primi due punti della sua carriera con grande risposta di un pubblico in sollucchero. Finisce 116-95, dopo 48 minuti di dominio assoluto e di tripudio biancoverde. I Celtics chiudono col 53% dal campo (45% da tre), battendo gli avversari in ogni statistica; Pierce, enciclopedico una volta di più, è il miglior realizzatore e il trascinatore dei Celtics con 24 punti (10-17 al tiro), 7 rimbalzi e 6 assist.; tutto il quintetto (eccezion fatta per un comunque ritrovato Bass da 8 punti e 4-5 al tiro) chiude in doppia cifra con 15 punti di Garnett (che, come detto, super quota 25mila in carriera), 13 di Lee e 10 di Bradley (che coppia i due mastini biancoverdi!). Eccellente anche la panchina, decisiva nei parziali che hanno spaccato la partita, guidata da un Green extra-lusso autore di 19 punti e da un Terry in versione cecchino (5-6 al tiro, 15 punti) come gli compete; molto bene anche Wilcox con 8 punti e 9 rimbalzi. Per gli ospiti, Bryant (9-15, 27 punti) e poi il deserto: se le premesse sono queste, per i gialloviola sarà un’impresa raggiungere i playoff.
Fantastica affermazione casalinga per i Celtics, che si permettono il lusso di dominare fin dalla palla a due i grandi avversari losangelini, portando così a casa la sesta vittoria consecutiva senza Rondo. La mentalità e lo spirito sembrano essere davvero cambiati radicalmente: la squadra è compatta, coesa e senza egoismi, e tutti sono pronti ad aiutare e a fare la giocata in più per il bene della squadra. Pierce e Garnett sono sempre più l’anima della Franchigia, e i più giovani sono stati eccezionali nel seguire il loro esempio e quello del Jet Terry, altro veteranissimo di grande carisma e esperienza. Il tempo ci dirà dove può arrivare questo gruppo, privo del suo giocatore-chiave e di un rookie che stava ben impressionando e si era rivelato fondamentale nelle rotazioni: per ora quel che è certo è che questi Celtics sono davvero belli da vedere, con un Basket (quello vero con la B maiuscola, giocato di squadra e non in uno contro cinque) corale da far invidia alla maggior parte della squadre della lega, unito a grinta, orgoglio e cuore in perfetto stile biancoverde. Perché alla fine i vecchi adagi non passano mai di moda: la Verità non tradisce, e il Trifoglio non muore mai.
| Los Angeles Lakers | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Metta World Peace, SF | 30 | 2-13 | 0-5 | 1-2 | 2 | 3 | 5 | 1 | 1 | 0 | 1 | 1 | -20 | 5 | |||
| Earl Clark, SF | 34 | 2-6 | 0-2 | 1-2 | 0 | 7 | 7 | 1 | 0 | 2 | 0 | 4 | -15 | 5 | |||
| Dwight Howard, C | 28 | 4-8 | 0-0 | 1-6 | 3 | 6 | 9 | 1 | 0 | 0 | 4 | 6 | -9 | 9 | |||
| Steve Nash, PG | 28 | 4-9 | 1-2 | 0-0 | 0 | 1 | 1 | 5 | 0 | 0 | 0 | 0 | -7 | 9 | |||
| Kobe Bryant, SG | 30 | 9-15 | 0-1 | 9-9 | 3 | 4 | 7 | 0 | 0 | 0 | 4 | 2 | -20 | 27 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Antawn Jamison, PF | 22 | 4-9 | 1-3 | 2-4 | 1 | 1 | 2 | 1 | 0 | 1 | 0 | 2 | -24 | 11 | |||
| Devin Ebanks, SF | 5 | 2-6 | 1-3 | 0-0 | 1 | 2 | 3 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | +6 | 5 | |||
| Robert Sacre, C | 5 | 1-2 | 0-0 | 0-1 | 0 | 2 | 2 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | +6 | 2 | |||
| Darius Morris, PG | 5 | 0-0 | 0-0 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 2 | 0 | 0 | 0 | 0 | +6 | 0 | |||
| Steve Blake, PG | 17 | 2-5 | 1-1 | 2-4 | 0 | 3 | 3 | 3 | 0 | 0 | 3 | 0 | -21 | 7 | |||
| Chris Duhon, PG | 15 | 1-2 | 0-1 | 0-0 | 0 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 | -6 | 2 | |||
| Jodie Meeks, SG | 21 | 5-12 | 1-5 | 2-2 | 3 | 0 | 3 | 0 | 1 | 0 | 0 | 3 | -1 | 13 | |||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 36-87 | 5-23 | 18-30 | 13 | 30 | 43 | 16 | 2 | 3 | 12 | 19 | 95 | ||||||
| 41.4% | 21.7% | 60.0% | |||||||||||||||
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Fast break points: 4
Points in the paint: 36 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 13 (12) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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| STARTERS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Kevin Garnett, PF | 23 | 6-10 | 0-0 | 3-4 | 2 | 3 | 5 | 4 | 3 | 0 | 2 | 2 | +17 | 15 | |||
| Brandon Bass, PF | 25 | 4-5 | 0-0 | 0-0 | 1 | 3 | 4 | 1 | 1 | 0 | 0 | 3 | +18 | 8 | |||
| Paul Pierce, SF | 30 | 10-17 | 1-4 | 3-4 | 1 | 6 | 7 | 6 | 0 | 1 | 2 | 3 | +20 | 24 | |||
| Avery Bradley, PG | 33 | 4-11 | 0-1 | 2-2 | 2 | 3 | 5 | 3 | 2 | 1 | 1 | 3 | +5 | 10 | |||
| Courtney Lee, SG | 22 | 6-12 | 1-2 | 0-0 | 0 | 5 | 5 | 3 | 0 | 1 | 1 | 2 | -2 | 13 | |||
| BENCH | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | +/- | PTS | |||
| Jeff Green, PF | 29 | 6-13 | 1-1 | 6-6 | 0 | 3 | 3 | 1 | 0 | 1 | 1 | 2 | +21 | 19 | |||
| Chris Wilcox, PF | 18 | 3-4 | 0-0 | 2-4 | 4 | 5 | 9 | 0 | 1 | 0 | 1 | 5 | +6 | 8 | |||
| Fab Melo, C | 5 | 1-2 | 0-0 | 0-0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 2 | -6 | 2 | |||
| Jason Collins, C | 5 | 1-1 | 0-0 | 0-0 | 0 | 1 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 3 | -2 | 2 | |||
| Jason Terry, SG | 28 | 5-6 | 2-2 | 3-5 | 1 | 3 | 4 | 3 | 1 | 0 | 1 | 1 | +25 | 15 | |||
| Leandro Barbosa, SG | 21 | 0-6 | 0-1 | 0-0 | 1 | 4 | 5 | 3 | 1 | 0 | 0 | 2 | +3 | 0 | |||
| Rajon Rondo, PG | DNP RIGHT ACL | ||||||||||||||||
| TOTALS | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | OREB | DREB | REB | AST | STL | BLK | TO | PF | PTS | |||||
| 46-87 | 5-11 | 19-25 | 12 | 36 | 48 | 25 | 10 | 5 | 9 | 28 | 116 | ||||||
| 52.9% | 45.5% | 76.0% | |||||||||||||||
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Fast break points: 22
Points in the paint: 58 Total Team Turnovers (Points off turnovers): 9 (10) +/- denotes team’s net points while the player is on the court.
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Flagrant Fouls: None
Technical Fouls: PLAYERS: None – TEAMS: LALAKERS (1), BOSTON (1) – COACHES: None
Officials: Monty McCutchen, Nick Buchert, Ed Malloy
Attendance: 18,624
Time of Game: 2:24
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Boston, and all points beyond
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